Journey to the Savage Planet, la folle startup spaziale decolla da Switch
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Ultimo aggiornamento il 7 luglio 2020 alle 18:32

Journey to the Savage Planet, la folle startup spaziale decolla da Switch

Un videogioco delirante, che non nasconde di prendere in giro Elon Musk e le sue avventure nel sistema solare

In un futuro remoto la speranza di sopravvivenza del genere umano sarà legata a doppio filo alle scoperte fatte dalle startup spaziali. Non lo dice uno studio di chissà quale prestigiosa università statunitense ma il folle plot alla base di Journey to the Savage Planet, umoristico videogame sviluppato dai ragazzi canadesi di Typhoon Studios, anche loro con un passato di startuppari scalmanati, ora confluiti in Google che li ha acquisiti in blocco dato il loro innegabile talento. Talento che emerge anche da quest’ultima loro fatica, fresca di approdo su Nintendo Switch.

 

 

Per l’utenza Nintendo l’arrivo di Journey to the Savage Planet è un’ottima notizia perché il titolo si adatta alla perfezione a quel tipo di platea. Non solo per l’aspetto cartoon che rimanda inevitabilmente a serie come Super Mario e Pokémon, ma anche perché, se volessimo sintetizzare il gameplay, potremmo dire che è la versione ironica e scanzonata di Metroid Prime.

Facciamo una bella foto da mandare al pianeta Terra

Avete presente la bellissima saga spaziale sviluppata dai ragazzi texani di Retro Studios? Ecco, togliete Samus e metteteci uno sfortunato dipendente della startup Kindred Aerospace, togliete i Chozo e metteteci Martin Tweed, ceo visionario che scimmiotta Elon Musk, togliete l’atmosfera seriosa di Metroid e sostituitela con un’ironia tagliente a metà tra il cartone Futurama e il videogame The Outer Worlds (anch’esso fresco di debutto su Switch) e avrete una vaga idea di cosa vi aspetta in Journey to the Savage Planet.

Battute brillanti, umorismo tagliente e situazioni assurde. Siamo di fronte a un titolo davvero simpatico

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La Terra sta morendo, la nostra unica speranza è trovare pianeti da colonizzare prima che il nostro tiri definitivamente le cuoia. La corsa allo spazio non è più dunque animata dalla volontà di conoscere i misteri del cosmo ma da esigenze ben diverse. I governi finanziano una miriade di scalcagnatissime startup che, spesso in modo ben poco etico, inviano disperati ai quattro angoli dell’universo alla ricerca di pianeti da colonizzare. Come semi gettati al vento, i più finiscono in posti inospitali e non fanno ritorno. Noi impersoneremo proprio uno di questi baldi pionieri che dovrà capire se il pianeta alieno AR-Y 26 sia candidabile come nuova casa o meno.

Che rischio potrà mai rappresentare una creaturina con due accette al posto del muso?

Journey to the Savage Planet, figlio discolo di Samus Aran?

Qui subentrano le (tante) somiglianze con la saga di Metroid Prime perché, come nel gioco sviluppato da Retro Studios, anche noi ci ritroveremo soli soletti su di un pianeta alieno, con lo scopo principale di evitare di finire nella catena alimentare del luogo e dovendoci accertare che il posto non presenti rischi di sorta per il genere umano. Insomma, esattamente come novelli Samus Aran (o Carlo Linneo?) dovremo continuamente scansionare flora e fauna, catalogando ogni esemplare ci si parerà davanti, blastando quelli che proveranno a divorarci. Alla cacciatrice di taglie interstellare di Nintendo l’eroe di Journey to the Savage Planet ha rubato anche il raggio traente grazie al quale potrete affrontare funamboliche sessioni platform. In più, altra caratteristica presa di peso da Metroid Prime, bisognerà sovente ritornare sui propri passi per usare strumenti appena raccolti utili ad accedere a zone che al primo passaggio risultavano invalicabili.

 

 

Intendiamoci, Journey to the Savage Planet è una versione ridotta di Metroid Prime: il pianeta AR-Y 26 non raggiunge i livelli di complessità visti nei titoli usciti su Nintendo GameCube e Wii. Ma in compenso aggiunge una ironia degna di Matt Groening (e infatti in più di una occasione sembrerà di vivere un episodio di Futurama). Il nostro non sarà completamente solo ma guidato da Intelligenza Artificiale, una… intelligenza artificiale, appunto, che con un sottile umorismo british evidenzierà ogni nostro sbaglio e ogni nostra prematura dipartita, registrando nella propria memoria dati utili ai colonizzatori che verranno, così da non fare ripetere loro i nostri medesimi errori.

Il campionario di creature aliene è davvero vasto. Tutte ben caratterizzate. Fino all'ultimo non capirete mai se sono amiche o nemiche

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Insomma, come Fantozzi intergalattici ci si sente marionette nelle mani di un Ceo senza scrupoli per di più costantemente sbeffeggiati dal computer di bordo della nostra navicella. A differenza di Fantozzi, però, qui potremo anche mandare momentaneamente al diavolo la nostra azienda e dilettarci facendo ciò che vorremo: uno degli aspetti più riusciti di Journey to the Savage Planet è infatti la sua natura open world che consente di girovagare liberamente per la superficie di AR-Y 26 spinti semplicemente dalla curiosità spicciola: cosa c’è dietro quel promontorio? Si può scalare quella parete? Dove porta quel crepaccio?

Le situazioni assurde, ovviamente, abbondano

Dunque tutto perfetto? Non proprio. I limiti di budget si fanno sentire. Non è facile creare una avventura in prima persona che sia anche un buon FPS ed esattamente come il già citato The Outer Worlds anche qui l’aspetto sparatutto è forse quello che risulta meno convincente, impreciso e farraginoso. Non si comprende nemmeno perché alcune aree siano densamente popolate da nemici tanto da rendere fatale il minimo sbaglio e l’IA delle creature aliene è comunque facilmente aggirabile: basta allontanarsi di qualche passo e uscire dal loro campo visivo per vederle dimenticarsi all’istante della nostra presenza.

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Dispiace anche che il gioco duri solo una decina d’ore, se non meno. Tutti difetti già presenti nella versione originale e ritrovati ora in quella per Nintendo Switch, fresca di pubblicazione (che presenta anche qualche taglio, spesso brutale, al comparto grafico). Ma al netto di tutte queste sbavature, Journey to the Savage Planet è e resta un titolo brillante e divertentissimo, che non mancherà di intrattenervi e farvi sorridere. Dati i suoi innumerevoli tributi a Metroid Prime, non poteva non arrivare sull’ammiraglia Nintendo.

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