Indivisible, il videogame che svecchia gli RPG, arriva su Switch
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Ultimo aggiornamento il 11 luglio 2020 alle 6:42

Indivisible, il videogame che svecchia gli RPG, arriva su Switch

Dalla startup Lab Zero Games un coraggioso miscuglio di generi colorato e particolareggiato

Prendete alcuni elementi dei platform dueddì, aggiungete un pizzico di “Metroidvania“, mischiate tutto con combattimenti stile RPG. Shakerate bene e servite freddo, perché Indivisible ha un concept davvero fresco. È forse la bibita dell’estate. Uscito qualche mese fa sulle altre piattaforme, ora l’ultima opera della startup innovativa Lab Zero Games arriva anche su Switch grazie a 505 Games. Ed è un’ottima notizia, perché porta una ventata di novità proprio nel periodo più caldo dell’anno in cui solitamente non si muove foglia.

Graficamente, Indivisible è una piccola perla. Ricorda un anime. Anche i fondali sono notevoli

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La storia di Indivisible è la storia di Ajna, un’intrepida sedicenne dal carattere ribelle, allevata come una guerriera dal padre nei sobborghi di una cittadine rurale. La sua vita trascorre tranquilla fino a quando il suo paesello non viene attaccato dall’esercito del tirannico Ravannavar.

 

 

Riuscita a sfuggire a stento, lo shock della perdita della sua casa e dei suoi affetti le permette di scoprirel’esistenza di un potere misterioso rimasto sopito dentro di lei: quello di poter assorbire incarnazioni, evocandole in combattimento perché lottino al suo fianco. In totale saranno una ventina di spiriti, ciascuno con la propria storia e la propria personalità.

Dove il gioco dà il meglio di sé è nelle animazioni, fluide come in poche altre produzioni

Indivisible, tanti gameplay indivisibili

Questo il plot alla base di Indivisible. Non troppo originale, lo ammettiamo. In compenso, il prodotto di Lab Zero Games si rivela molto più innovativo sul fronte del gameplay. Gli sviluppatori dello studio indipendente, già responsabili di Skullgirls (che condivide con Indivisible il medesimo character design), hanno giocato parecchio fondendo più meccaniche solitamente afferenti a generi diversi. Il risultato è un Metroidvania (genere di giochi in cui i livelli sono piccoli labirinti e dopo aver ottenuto un potere particolare si deve tornare sui propri passi per sbloccare aree già visitate ma con sbocchi in un primo momento chiusi) a dir poco godibile con combattimenti in puro stile action RPG, dove il nostro party di eroi si scontrerà con nutrite schiere avversarie.

La meccanica di fondo è quella del platform 2D in cui si innestano però caratteristiche di altri generi

Peraltro, sottolineiamo che, come in un gioco di ruolo che si rispetti, mentre alcuni alleati si uniranno alla nostra causa per questioni di canovaccio, altri potranno essere incontrati e aggiunti solo a seconda del nostro comportamento e delle scelte che porremo in essere, aspetto che rende il titolo eventualmente rigiocabile. Anche perché tutti gli eroi (sul sito ufficiale è presente l’elenco al gran completo, ma noi vi consigliamo di non spulciare la lista per non rovinarvi la sorpresa) sono disegnati e caratterizzati al meglio.

La caratterizzazione dei personaggi è tanto folle quanto riuscita

Pare una cosa superflua, in un platform 2D, ma in Indivisible la trama, per quanto banalotta, si innesta alla perfezione nell’avventura e sebbene non riesca a raggiungere la complessità delle sinossi dei GDR veri e propri, contribuisce a rendere tutto più profondo e coinvolgente. Allo stesso modo il sistema di combattimento, sospeso tra meccaniche RPG e altre tipicamente action – picchiaduristiche (il tempismo è fondamentale per ottenere bonus salute), regala soddisfazioni e contribuisce a fare di Indivisible un’opera fresca e innovativa, a suo modo unica.

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Non era facile ottenere una amalgama traendo spunto da generi così differenti, ma i ragazzi di Lab Zero Games ci sono riusciti, confezionando un prodotto godibile dall’inizio alla fine in cui l’aspetto grafico e la fluidità delle animazioni, già di per sé ammalianti, invece di essere la prima cosa a saltare all’occhio paradossalmente passano in secondo piano data la portata “innovatrice” delle meccaniche di gioco. Davvero un ottimo lavoro, complimenti per il coraggio.

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