Da Enea i distanziatori ecosostenibili per la spiaggia | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 13 luglio 2020 alle 7:26

Da Enea i distanziatori ecosostenibili per la spiaggia

Spiagge più “green” grazie alla Posidonia oceanica: si parte dal litorale laziale

Spiagge ecologiche e più sicure. È questo l’obiettivo di Enea che, in collaborazione con l’azienda Ecofibra, ha sviluppato una soluzione sostenibile per favorire il distanziamento sociale tra gli ombrelloni. L’idea è stata quella di utilizzare la Posidonia oceanica, una pianta marina che si deposita in grandi quantitativi sugli arenili mediterranei, per realizzare barriere di sicurezza, separando gli ombrelloni e creando percorsi di accesso all’acqua.

Nell’ambito del progetto “Bargain”, condotto proprio da Enea, Università di Tor Vergata e Ispra e finanziato dalla Regione Lazio, questi modelli di spiaggia “green” con arredi biocompatibili e pannelli divisori imbottiti con Posidonia essiccata, hanno fatto il loro esordio sulle spiagge del litorale laziale.

Una spiaggia “green”

Questi prototipi di separè ecologici, alti circa 120 cm e larghi 200, sono dotati di telai in acciaio e fodera in plastica riciclata o in materiali naturali. A fine stagione l’imbottitura può essere semplicemente svuotata sulla spiaggia, dove la Posidonia tornerà a svolgere l’originaria funzione di protezione dall’azione erosiva provocata dalle onde.

“L’utilizzo durante la stagione estiva di questi dispositivi economici, facilmente riutilizzabili e che possono essere realizzati anche con materiali 100% naturali, consentirebbe di rendere fruibili in sicurezza superfici di costa altrimenti non balneabili e di ridurre la dispersione di aerosol a beneficio della ricettività turistica”, spiega Sergio Cappucci del Laboratorio ingegneria sismica e prevenzione dei rischi naturali ENEA.

Con il suo team, Cappucci ha inventato e brevettato il sistema utile anche per stuoie, sdraio, cuscini e altri arredi, in un’ottica di economia circolare, protezione dell’ambiente e tutela della biodiversità.

Proteggere gli ecosistemi

Questi dispositivi infatti, rappresentano anche una soluzione al problema della corretta gestione della Posidonia spiaggiata che occupa molta superficie, generando cattivi odori. Se raccolti insieme ad altri rifiuti, infatti, i cumuli devono essere smaltiti, con costi ingenti per operatori e amministrazioni locali.

Allo stesso tempo, la Posidonia è un importante indicatore dello stato di salute del mare in grado anche di ridurre i fenomeni di erosione costiera, produrre ossigeno, contribuire alla conservazione degli ecosistemi e della biodiversità. Rimuovere la Posidonia spiaggiata infatti, la cosiddetta “banquette”, significa sottrarre quantità elevate di sabbia alle spiagge, privandole della naturale protezione dalle mareggiate, e anche sottrarre biomassa e nutrienti importanti.

“La Posidonia oceanica ha un ruolo fondamentale come luogo di riparo e ristoro per numerose specie animali e per l’ecosistema, perché contribuisce a dare stabilità a fondali e spiagge e a contrastare l’erosione costiera”, spiega Carla Creo del Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali Enea.

Quello della spiaggia “green” è un modello utile dunque, non solo per assicurare il corretto distanziamento sulle spiagge, ma anche per salvaguardare gli ecosistemi costieri e valorizzare le risorse naturali.

Si parte dal Lazio

La prima spiaggia ecologica ha visto la luce al Parco Nazionale del Circeo, in provincia di Latina, per poi fare il suo esordio anche a Torre Flavia, vicino Ladispoli (Roma). Si è trattato di utili occasioni per realizzare anche dei veri e propri “laboratori balneari”, con incontri di divulgazione scientifica destinati a pubbliche amministrazioni, gestori di stabilimenti balneari e cittadini, percorsi didattici per i più piccoli e linee guida per la corretta gestione dei cumuli di Posidonia oceanica a supporto di enti locali, parchi e Aree Marine Protette.

Sulle due spiagge ecologiche del litorale laziale sono stati sperimentati nuovi approcci di gestione della Posidonia spiaggiata, per evitarne lo smaltimento in discarica o, in alternativa, promuoverne il riuso in linea con i principi dell’economia circolare.

L’estate è appena iniziata è il modello di spiaggia ecologica di Enea, a partire dalle spiagge del litorale laziale, potrà essere esportato in tutta Italia.

@antcar83

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