Distraint 2, l'incubo di Prince continua. L'horror indie arriva su Switch
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Ultimo aggiornamento il 18 luglio 2020 alle 6:56

Distraint 2, l’incubo di Prince continua. L’horror indie arriva su Switch

Sviluppato dal finlandese Jesse Makkonen, il titolo mescola una grafica DOT e suoni angoscianti

«Mettete insieme Silent Hill, Zelda, Monkey Island: avrete Distraint 2». Forse suonerà azzardato: un mix di giganti videoludici confrontati con un videogioco di nicchia. Ma l’esperienza con il sequel di un horror psicologico in 2D firmato dallo sviluppatore finlandese Jesse Makkonen – autore del virgolettato – ci ha addolcito al punto da dare una chance a questo progetto indipendente. StartupItalia ha testato su Nintento Switch il sequel di Distraint, vestendo i panni di Prince, un giovane dannato che deve ritrovare Speranza e risollevarsi dal buio della sua vita per capire se potrà riottenere la propria anima. Fitto-fitto di dialoghi, suoni da retro game e una continua penombra inquietante accompagnano il videogiocatore in una narrazione originale.

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Distraint 2: pixel da paura

Per quanto elementare, il gameplay di Distraint 2 affascina soprattutto per la grafica DOT, con una pixel art minuziosa che fa apprezzare anche i piccoli e fluidi movimenti di Prince quando maneggia un oggetto, afferra una trave o prende una bottiglia di whisky. A scorrimento orizzontale, il titolo è un continuo passaggio da un ambiente all’altro, accompagnati dalla storia (o fuga?) del protagonista verso la salvezza.

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Nelle prime battute incontriamo Ragione, che ci dà qualche timido accenno di speranza per ritrovare, appunto, Speranza. Ma l’incubo è appena iniziato: lungo il nostro tortuoso cammino incontriamo mostri, personaggi misteriosi, fantasmi del passato. Perfino mamma e papà, in una parentesi di tranquillità che si chiude con un altro crollo.

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Sound on

Distraint 2 è un horror psicologico arricchito anche da enigmi e puzzle, oggetti da raccogliere e riposizionare. Prince può soltanto camminare, correre e, quando le cose si mettono male, nascondersi in un armadio. L’altra chicca del titolo sta nell’audio, sapientemente adeguato allo stile grafico per doppiare i dialoghi con inquietanti suoni retro. Non si potrà parlare di vera e propria colonna sonora, ma il rumore dei passi frettolosi sul pavimento e il cigolio delle porte che si aprono non sono proprio da sbadiglio.

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Proprio come in un incubo non si può scappare: ai lati di ogni ambiente c’è il buio spettrale che ci accoglie disturbando l’immagine, quasi come se stessimo definitivamente precipitando nell’oblio. Lanciato su smartphone, Distraint è stato scaricato oltre 1,6 milioni di volte. Riassunto lampo per chi non ha giocato al primo: Prince è stato un esattore delle tasse che, per assecondare soltanto ego e portafoglio, si è distinto in azioni malvagie e senza scrupoli a danni di povere persone. La sua anima è perduta per sempre?

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