Nanohub, il filtro che azzera il Covid (negli ambienti chiusi) | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 5 agosto 2020 alle 8:00

Nanohub, il filtro che azzera il Covid (negli ambienti chiusi)

La startup italiana Nanohub ha brevettato il primo sistema al mondo che neutralizza la carica virale infettiva del COvid-19 in ambienti chiusi dopo mezz’ora dal suo utilizzo

La startup italiana Nanohub, che si occupa di nanotecnologie, ha sviluppato il primo filtro  in grado di inattivare una grande carica virale infettiva del Covid di oltre il 98,2% in soli 10 minuti, del 99,8% in 20 minuti. Si arriva al 100% in 30 minuti.

Questo filtro per l’inattivazione del Covid-19 è stato studiato ed elaborato nello studio della Dottoressa Elisa Vicenzi, capo dell’Unità di Patogenesi Virale e Biosicurezza dall’Ospedale San Raffaele di Milano. È composto da un reattore fotocatalitico e da un tessuto antibatterico e antivirale che, con le loro proprietà riescono a sanificare l’aria e rendere più sicuri i luoghi chiusi.

Il filtro anti-Covid per ambienti chiusi

“Con questo filtro, è finalmente disponibile un sistema che può permettere il ritorno alla vita normale in tempi veloci, riducendo l’uso di altri sistemi di protezione che hanno controindicazioni”. Ha dichiarato Stefano Perboni, ceo della startup milanese Nanohub.

Il filtro è in grado di inattivare totalmente le particelle del Coronavirus in ambienti chiusi. Si tratta di un prodotto di grande importanza per la qualità della vita di migliaia di persone. Le particelle di Coronavirus non sono trattenute, ma radicalmente inattivate.

Il sistema di sanificazione dell’aria

Il sistema di sanificazione dell’aria studiato dalla startup Nanohub, considerata ormai un’eccellenza italiana nel campo delle nanotecnologie, è attualmente il mezzo più efficace per combattere il virus negli ambienti chiusi.

Nanohub, infatti, ha brevettato quello che viene coinsiderato il primo filtro al mondo per i sistemi di trattamento aria indoor in grado di inattivare il Sars-Cov-2. La tecnologia dalla startup in soli dieci minuti inattiva un’elevata carica virale infettiva (15mila particelle infettive di partenza) del virus di oltre il 98,2%; in venti minuti di oltre il 99,8%, fino ad arrivare all’inattivazione totale della carica virane nell’arco di trenta minuti. In pratica, il sistema Nanohub annienta il virus presente in un ambiente chiuso dopo mezz’ora dal suo utilizzo.

L’efficacia del filtro con un reattore fotocatalitico

L’efficacia del filtro ad inattivare Sars-Cov-2 è stata testata nel laboratorio della dottoressa Elisa Vicenzi, capo dell’Unità di Patogenesi Virale e Biosicurezza dell’Ospedale San Raffaele di Milano, una ricercatrice nota anche per aver isolato e studiato il coronavirus della Sars dal 2003 al 2008.

 

A differenza di tutte le altre soluzioni di sanificazione dell’aria utilizzabili in presenza di persone e disponibili oggi sul mercato (ad esempio i filtri c.d. HEPA), la soluzione di Nanohub è l’unica ad essere stata testata sul SARS-CoV-2 e non “trattiene” il virus, ma ne inibisce completamente la carica infettante. Grazie a questa sostanziale differenza, l’efficacia e la sicurezza del filtro Nanohub è ai vertici di quanto ad oggi reperibile sul mercato: un vero esempio di eccellenza italiana.

“Questa tecnologia – sottolinea ancora Perboni – rappresenta una rivoluzione: è in grado di purificare gli ambienti in presenza di persone e senza la necessità di personale tecnico specifico. Gli ambiti di applicazione sono molteplici: ospedali, studi medici, residenze per anziani, abitazioni domestiche, scuole, uffici, negozi, supermercati, impianti industriali e produttivi e tutto il settore trasporti”.

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