Kingdom Rush, una corsa continua per salvare il castello dagli orchi
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Ultimo aggiornamento il 1 agosto 2020 alle 6:11

Kingdom Rush, una corsa continua per salvare il castello dagli orchi

Arriva su Nintendo Switch un tower defense fantasy zeppo di mostri che sembrano usciti dai romanzi di Tolkien

Se c’è un genere con cui le startup del videoludo vanno a nozze è senz’altro quello dei tower defense. Non sappiamo se in questo particolare matrimonio esista lo ius primae noctis, ma quel che è certo è che esistono tantissimi tower defense medievaleggianti sviluppati da software house indipendenti. Tra questi, uno dei più apprezzati è sicuramente Kingdom Rush, uscito un bel po’ di anni fa (almeno otto) su iOS e arrivato con colpevole ritardo su Nintendo Switch solo in questa calda estate 2020.

La conformazione delle mappe dovrà essere sfruttata con arguzia nei combattimenti...

Le battaglie e gli assedi medievali esercitano sui videogiocatori d’oggi un fascino indescrivibile. Anche quando la grafica è fumettosa e minimal, frantumare i bastioni altrui, resistere alle ondate d’assalto della fanteria nemica, posizionare strategicamente i propri arcieri, demolire le macchine da guerra del rivale e riuscire a tendergli magari una imboscata è qualcosa che provoca una soddisfazione che chi non ha esperienza con i tower defense faticherà probabilmente a comprendere. Ma da sola in genere è sufficiente a tenere incollato il giocatore al titolo per diverse ore, nonostante una certa ripetitività di fondo del gameplay. Ripetitività che non è necessariamente uno svantaggio, rivelandosi quasi ipnotica.

Avanzando nel gioco, la geografia si farà via via più complessa

Il fatto che Kingdom Rush peschi a piene mani dal bagaglio del fantasy europeo permette di rivivere in piccolo le mitiche battaglie lette nei romanzi di Tolkien. Non si raggiunge mai l’epopea respirata nell’assedio al Fosso di Helm, ma mandare i propri eserciti contro troll, goblin, ragni giganti e lupi mannari è una esperienza tutto sommato gratificante.

 

 

La peculiarità di Kingdom Rush rispetto ai tanti giochi che affollano il genere riguarda il fatto che solitamente si è in inferiorità numerica rispetto al mostruoso esercito nemico. Si è dunque chiamati a sfruttare la struttura del livello per creare trappole e tendere imboscate. Soprattutto all’inizio, il rateo di fuoco dei nostri arcieri è particolarmente limitato e sconfortante, così i danni che riescono a infliggere i cavalieri. Progredendo, i nemici presenteranno armi sempre più affilate e armature via via più resistenti, perciò sarà nostro compito posizionare le truppe in modo da resistere il più a lungo possibile, infliggendo nel contempo danni particolarmente pesanti. Avremo poi a disposizione diversi attacchi bonus, come la possibilità di scatenare magie o di chiamare a raccolta i contadini del regno che arriveranno armati di forconi. Tuttavia, sono limitati e dovranno quindi essere utilizzati con saggezza.

Anche a voi quei portali demoniaci ricordano Oblivion?

Insomma, il titolo dei ragazzi di Ironhide Game Studio è davvero godibile. E inaspettatamente strategico, non solo per i motivi detti nel paragrafo precedente ma anche per via del fatto che ogni truppa nemica annientata sgancerà delle risorse che bisognerà incamerare e sfruttare con saggezza nella riparazione delle proprie fortificazioni. Se dovessimo proprio trovare un difetto a un tower defense tanto gradevole potremmo dire che chi ha giocato alla versione originale per smartphone non troverà novità degne di merito. Spiace anche che la realizzazione tecnica sia praticamente identica al titolo del 2012, nonostante lo Switch meriterebbe molto di più. Ma se non si ha mai provato l’originale e si sta cercando un titolo frizzante da portare in vacanza sul proprio handheld Nintendo, Kingdom Rush è senz’altro un ottimo candidato.

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