Fairy Tail, da manga a videogame il passo è breve | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 4 agosto 2020 alle 15:23

Fairy Tail, da manga a videogame il passo è breve

La gilda di magia di Natsu Dragonil e dei suoi inseparabili amici rischia di chiudere. Le avventure del fumetto proseguono su Switch, PS4 e X-Box One

Probabilmente non competerà con mostri sacri come One Piece, Naruto e Dragon Ball, ma negli anni anche Fairy Tail, il manga shōnen di genere fantasy ideato, sceneggiato e illustrato dall’artista nipponico Hiro Mashima, ha saputo raccogliere attorno a sé un buon numero di fans (anche in Italia, dove oltre al fumetto Rai 4 ha trasmesso la prima delle tre serie animate), tanto da meritarsi la promozione a prodotto videoludico. Grazie all’accordo stretto tra Koei Tecmo Games e Kodansha Edizioni, arriva così il primo gioco di ruolo brandizzato con i personaggi della folle gilda di maghi capeggiata da “Salamander”.

Ci sono proprio tutti: Natsu Dragneel, Lucy Heartfilia, Gray Fullbuster, Erza Scarlet, Wendy Marvell, Juvia Lockser e Gajeel Redfox

Nel mondo di Fairy Tail

Chi ha letto il manga o visto il cartone riconoscerà senza fatica i protagonisti del gioco. Riprodotti con un convincente uso del cell shading ritroviamo infatti: Natsu Dragneel, Lucy Heartfilia, Gray Fullbuster, Erza Scarlet, Wendy Marvell, Juvia Lockser e Gajeel Redfox. In totale sono ben 16 i personaggi giocabili, tutti ovviamente provenienti dall’universo Fairy Tail. Il videogame segue pedissequamente la sinossi a partire dal ventinovesimo volume e, in più, contiene un episodio originale mai apparso nel manga.

La realizzazione grafica è così convincente che i personaggi sono identici all'anime

La decisione di partire in media res e non dall’inizio della storia rischia di allontanare chi è a digiuno dell’opera di Hiro Mashima e non ha la minima idea di chi siano il focoso Salamander, la giunonica Lucy o quell’esibizionista di Gray Fullbuster, protagonista di alcune delle gag più “pepate” del manga.

 

 

In compenso, tale scelta a livello di trama ben si adatta alla parentesi videoludica: non vi diciamo perché ma la storia inizia con la Fairy Tail dei nostri eroi, ovvero la loro gilda (l’intero mondo è punteggiato da gilde, alcune ufficiali, tra cui la nostra, altre segrete che praticano la magia nera) in forte crisi di credibilità e consensi, a un passo dalla chiusura. Starà ai nostri eroi, appena rientrati da un viaggio spazio-temporale che li ha tenuti lontani dalla loro dimensione per ben 7 anni, riportarla ai fasti di un tempo durante l’avventura.

Mercenari magici

Di fatto, bisognerà appellarsi al Consiglio della Magia di Magnolia perché ci affidi missioni per il bene della nostra comunità. Più missioni porteremo a termine e più fama guadagneremo, riuscendo via via a scalzare le altre gilde che, durante la nostra assenza, ci hanno superato. L’azione quindi si svolge prevalentemente lungo Hub (che nel corso della storia cambieranno) che ospitano la classica bacheca con le sidequest quotidiane da affrontare. Fairy Tail è firmato dai medesimi sviluppatori della saga Atelier e le somiglianze saranno ben visibili a chi ha giocato a quei titoli. Più punti esperienza maturerete e più soldi metterete in saccoccia, più avrete modo di ristrutturare il vostro quartier generale, potenziando i negozi (essenziali per mettere le mani su strumenti e artefatti che migliorino le statistiche dei combattenti) ma anche i vostri personaggi.

Più aumenterà l'affinità tra i personaggi, più si supporteranno in battaglia

Tra l’altro i personaggi aumenteranno l’affinità che li lega, regalando così simpatiche sequenze d’intermezzo in linea con l’opera originale che faranno senz’altro la felicità dei fans di Fairy Tail e, aspetto ancor più importante perché strategico, si supporteranno in battaglia. A proposito delle battaglie: sono a turno, con la possibilità di piazzare dai tre ai cinque eroi sul campo (a seconda dei progressi nella sinossi) e una scacchiera invisibile da tenere però ben a mente perché determina la portata d’attacco tanto dei nemici quanto dei nostri sodali. I combattimenti, che ricordano in parte quelli della serie Atelier, sono ben costruiti e sufficientemente strategici, peccato solo per la difficoltà media tendente verso il basso.

Chi ha amato il manga o l’anime amerà anche il videogioco ufficiale di Fairy Tail. Chi non si è mai avvicinato all’opera del mangaka Hiro Mashima faticherà a cogliere un bel po’ di battute e perderà un buon numero di rimandi, restando indifferente a buona parte delle gag tra i protagonisti, ma comunque avrà per le mani un RPG piuttosto solido che, sebbene non offra chissà quale livello di sfida, è in grado di tenere incollati alla console (Fairy Tail è disponibile su PlayStation 4, X-Box One e Switch) per tutta la sua durata, ovvero una trentina d’ore.

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