LG ricomincia da Velvet | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 4 agosto 2020 alle 8:00

LG ricomincia da Velvet

Nuovo smartphone, nuovo design, nuova impostazione dell'interfaccia. La coreana vuole aprire un nuovo capitolo per il suo mobile

La storia di LG nel mobile ha una sinistra tradizione: gran smartphone che quasi mai hanno goduto del successo che avrebbero meritato. Le poche eccezioni comprendono un modello storico come il G2, ma storicamente l’azienda coreana ha sempre fatto un ottimo lavoro di innovazione attraverso la sua ricerca&sviluppo. Per esempio introducendo un colorimetro per le fotografie nel G4, o un DAC dedicato all’audio di alta qualità nel G5: idee che purtroppo non hanno mai convinto il pubblico a dare una vera chance ai suoi smartphone. Metteteci pure un tempismo che definiremo scadente nell’arrivare sul mercato (con mesi trascorsi nell’attesa tra annunci e disponibilità effettiva), e per anni il marchio ha veleggiato sull’orlo dell’irrilevanza: grandiosi terminali, vendite solo decenti. Ora, però, si cambia: ecco a voi il nuovo LG Velvet.

La fascia media è la nuova fascia alta

La scheda tecnica è un buon punto di partenza per comprendere il nuovo approccio LG col Velvet (sul design, molto interessante anch’esso, ci torniamo dopo): il processore scelto è lo Snapdragon 765G, con 6GB di RAM LPDDR4 e 128GB di storage su tecnologia UFS2.1 (espandibile tramite SD fino 2 terabyte). Quest’anno il processore di fascia media di Qualcomm è un piccolo concentrato di buona potenza utile unita alla connettività 5G (quest’ultima è un accessorio utile da avere, ma non è ancora così diffusa da costituire un discriminante), dunque si fa un passo in una direzione precisa: il Velvet è un prodotto di buona performance, ma l’adozione del 765G consente di abbassare un po’ il prezzo finale rendendo il pacchetto più interessante.

Attenzione, scegliere lo Snapdragon 765G non significa necessariamente fare rinunce sotto ogni aspetto: lo schermo è un OLED da 6,8 pollici davvero notevole in fatto di qualità e fedeltà cromatica (ed è anche compatibile con gli stilo Wacom, sebbene non venga fatta gran pubblicità di questa funzionalità: LG è leader globale nella produzione di questa tecnologia, e si vede, peccato solo che abbia scelto un pannello 60Hz e non superiore), la batteria è da 4.300mAh (e supporta la ricarica rapida o senza fili), c’è una tripla fotocamera sul posteriore con il sensore principale da 48 megapixel inserita in un nuovo design a goccia. C’è anche la certificazione IP68 per resistenza a liquidi e polvere, e il sistema dei microfoni di bordo comprende algoritmi di elaborazione avanzati che comprendono persino una modalità ASMR che permette di registrare un bisbiglio (se vi state chiedendo a cosa serva, il punto è: avrete un microfono davvero sensibile, e c’è una modalità di registrazione ottima per prendere appunti vocali tagliando i rumori di fondo).

Veniamo al design, che è un fattore decisivo: le colorazioni in cui viene proposto il Velvet sono tutte molto belle (in prova un cangiante illusion sunset che genera un “effetto wow” ogni volta che rimirate il telefono), la fotocamera posteriore sporge davvero pochissimo e il risultato è davvero aggraziato. A questo aggiungiamo pure un profilo di alluminio monoblocco per la scocca perfettamente raccordato con vetro curvo avanti e dietro, una ergonomia molto buona anche grazie a un peso di appena 180 grammi (rispetto a cosa altro c’è in circolazione è davvero un ottimo risultato) e c’è persino il jack audio per le cuffie! Lo schermo frontale opta per la fotocamera inserita in un notch circolare, che garantisce simmetria e il risultato è molto gradevole: nel complesso per quanto attiene la costruzione del Velvet non ci sono appunti da fare a LG, ha ancora una volta realizzato uno splendido terminale sotto il profilo estetico e di ottimo livello qualitativo: il tasto dedicato all’assistente Google è un bel tocco, ma pure la finitura rame della colorazione in prova è notevole.

Due schermi sono meglio di uno

La frontiera del mondo smartphone è costituita oggi dai foldable: parliamo di quegli smartphone con il display pieghevole, in un verso o in un altro, che i principali concorrenti di LG hanno già tutti messi in campo. LG ha sicuramente in casa la tecnologia per fare altrettanto, ma per il momento ha optato per un’altra soluzione: uno schermo doppio, Dual Screen lo chiamano i coreani, che di fatto è un secondo OLED identico al primo inserito in una custodia rigida in cui inserire anche il Velvet. Non c’è un pannello unico, ma si evitano anche molti grattacapi: non c’è il rischio che la piega del display possa causare danni, i costi sono inferiori, i consumi possono essere ottimizzati perché si può decidere semplicemente di spegnere il secondo schermo e utilizzare solo il primo.

Preso singolarmente il Velvet è un telefono molto bello e che funziona piuttosto bene: ha un’autonomia adeguata (non eccezionale come su altri Snapdragon 765G: ma comunque adeguata a una giornata d’uso); le foto sono ottime di giorno con i sensori principali (il posteriore da 48 e il frontale da 16 megapixel) e calano un po’ alla sera ma sono nella media della categoria, bene i video alle stesse condizioni; le performance sono sempre all’altezza e lo schermo è gradevole per la multimedialità con un audio all’altezza. Forse un punto da migliorare è l’interfaccia: LG sta lavorando da tempo a una semplificazione estrema, con il risultato che oggi c’è un’ottimizzazione quasi perfetta sotto il cofano ma manca qualcosa nell’estetica e nell’esperienza d’uso. Ma nel complesso parliamo di un prodotto interessante e competitivo (sul prezzo torniamo nelle conclusioni: ma è ok).

Con il secondo schermo però la questione è tutt’altra: LG ha creato un’esperienza d’uso all’altezza delle aspettative in questo caso, con tanto di gamepad virtuale su uno dei due schermi per giocare al meglio, o garantendo la possibilità di gestire in modo totalmente indipendenti i due pannelli. Così potete vedere un film mentre sul secondo display siete su Facebook o Instagram, si può consultare un documento mentre sull’altro pannello si scrive un’email, e non ci sono rallentamenti significativi nonostante il secondo display sia a tutti gli effetti un elemento passivo pilotato dal telefono: la custodia Dual Screen si innesta nella porta USB del Velvet, il secondo schermo è gestito esattamente come lo sarebbe uno schermo esterno tradizionale (TV compresa), e in più c’è anche la comodità di un accessorio magnetico per la ricarica che non è affatto male.

Oltretutto il Dual Screen consente di tenere al riparo i due display all’interno della custodia rigida – con un mini-display esterno che mostra l’equivalente di un always-on-display (orario, notifiche ecc) – e si può persino rispondere al telefono tenendo lo sportello chiuso. Non è naturale come usare un vero foldable: ma costa meno, è una tecnologia sperimentata e sicura, semplicemente funziona.

È la volta giusta per LG?

Di partenze e ripartenze con il mobile di LG ne abbiamo sperimentate tante: il G4 era un oggetto davvero particolare (colorimetro e cover in pelle: anni prima della concorrenza), il G5 modulare era ingegnoso ma forse troppo macchinoso per gli utenti, la linea V è stata tra le prime ad adottare design e colorazioni che ora vanno per la maggiore e a dotarsi di fotocamere di ottimo livello. Vale la pena ribadirlo: tutti prodotti eccellenti, che solo per casi sfortunati non hanno sfondato sul mercato. LG ha dalla sua un reparto R&D poderoso, che ad esempio sforna i pannelli OLED di praticamente tutti i televisori sul mercato di ogni marchio, dunque non ci sono mai state barriere tecnologiche che non fossero alla sua portata. E questo Velvet è l’esempio di come possano fare ottime cose con una bella idea in testa.

Quel che conta, soprattutto, è il prezzo: a circa 550 euro, tanto costa il Velvet su strada rispetto ai già interessanti 649 euro di listino, è un buon affare in relazione alle caratteristiche tecniche e alle prestazioni. È leggero il Velvet, ha uno schermo molto ampio (questo decidete voi se è un pro o un contro), una buona fotocamera e un’autonomia adeguata. Il punto debole è il software, ma pur sempre di Android 10 parliamo: funziona tutto, potrebbe essere più raffinato ma male non è. Affatto.

Speriamo che davvero questa volta sia la volta giusta per LG: di fatto il Velvet segna un punto fisso nella storia della divisione mobile, tutto quanto è accaduto fino a oggi è il passato e possiamo affermare che ciò che vedremo d’ora in avanti sarà figlio dell’approccio nuovo seguito con questo telefono. Il Velvet è convincente, è ben studiato ed è un buon contendente per la fascia media: se potete, però, pensate seriamente a dotarvi del Dual Screen – con quello, questo smartphone fa un bel salto in avanti anche se si appesantisce un bel po’. Altrimenti potrete accontentarvi del solo terminale: è leggero, reattivo, e se lo scegliete del colore giusto davvero unico. LG i compiti a casa li ha fatti tutti e ha scelto un sentiero interessante per il proprio futuro: vedremo dove ci porterà questa strada d’ora in avanti.

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