Neuralink, il «Fitbit nel cervello» testato su un maialino
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Ultimo aggiornamento il 29 agosto 2020 alle 7:13

Neuralink, il «Fitbit nel cervello» testato su un maialino

La dimostrazione nella notte italiana. Musk sul palco insieme a Gertrude

Poche ore fa Elon Musk ha svelato al mondo lo stato dell’arte della tecnologia Neuralink, una delle sue tante startup. Ad assisterlo sul palco c’era Gertrude, un pimpante maialino nel cui cervello è installato quello che l’imprenditore sudafricano ha definito «un Fitbit nel cranio con minuscoli fili». Siamo di fronte al primo passo verso una generazione di umanoidi? Nel corso del suo speech di fronte alla stampa Musk ha spiegato che questo piccolo device comunica con le cellule cerebrali attraverso 1.024 sottilissimi elettrodi che penetrano nello strato esterno del cervello.

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Neuralink: Musk assume

Come leggiamo su The Verge, sono due mesi che il maialino Gertrude ospita la tecnologia di Neuralink. Nel corso dell’evento conclusosi durante la notte italiana, Elon Musk ha svelato gli aggiornamenti del device a forma di moneta. Tra i visionari della nostra epoca, l’imprenditore ha collezionato i recenti successi di SpaceX ed è noto per la sua sensibilità nei riguardi di problemi che minacciano l’umanità. Non a caso studia la soluzione per avviare la colonizzazione di Marte. Con Tesla combatte i cambiamenti climatici e offre una soluzione energetica efficiente. Ma qual è l’obiettivo di Neuralink?

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L’intelligenza artificiale va conosciuta e secondo Elon Musk l’unico modo per sfruttarla al meglio è quella di collegarla al cervello umano. Neuralink ha 100 dipendenti al momento, ma i piani d’espansione del business suggeriscono che ci sarà bisogno di un esercito da 10mila esperti per sviluppare questi device. Lo scrittore Tim Urban ha pubblicato un tweet nel quale invita le persone a mandare la propria application. «Se avete mai fantasticato di essere un ingegnere al lavoro nel laboratorio di Edison nel 1880, allora dovete candidarvi per Neuralink». Musk ha prontamente retwettato.

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L’applicazione medica

Se qualcuno nutre scetticismo – o ha addirittura paura – circa questo esperimento sul cervello di esseri viventi, può tranquillizzarsi. Questa tecnologia può fare del bene. Come leggiamo sulla stampa specializzata, la tecnologia Neuralink nasce per offrire una soluzione medica a gravi malattie o a lesioni cerebrali. «Se si riesce a percepire ciò che le persone vogliono fare con i loro arti – ha spiegato Musk – si può fare un secondo impianto dove si è verificata la lesione spinale e creare uno shunt neurale. Sono sicuro che a lungo termine sarà possibile ripristinare il movimento completo del corpo di una persona».

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