Il (ri)lancio di OkunoKA Madness, Dark Souls dei platform. Tutto italiano
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Ultimo aggiornamento il 8 settembre 2020 alle 6:30

Il (ri)lancio di OkunoKA Madness, Dark Souls dei platform. Tutto italiano

Come si rimedia a un errore aziendale nella comunicazione? Le vendite del videogioco originale non hanno soddisfatto, ora il publisher romano prova a correggere il tiro. Abbiamo tentato di scoprire la loro strategia

«Pubblicammo il primo OkunoKA solo per Nintendo Switch a fine 2018, ma le vendite non andarono bene come avremmo voluto. Per questo, adesso, per noi è molto importante gestire meglio e con maggiore attenzione il suo debutto sulle altre console e su Steam, facendo subito capire qual è l’esatto target del titolo». Non usa mezzi termini Stefano Silvestri, una lunghissima carriera nel mondo del giornalismo videoludico alle spalle (attualmente direttore di Eurogamer.it) e ora General Manager dell’etichetta italiana Ignition Publishing, produttore di OkunoKA Madness. Oggi assistiamo così al ri-lancio di un videogioco. Non capita spesso. Noi di StartupItalia testammo l’originale qui, assieme a poche altre testate. «Purtroppo, all’epoca, il gioco fu recensito solo dalla stampa italiana… questo contribuì alle scarse vendite ed è un vero peccato considerato che ha un Metacritic oltre l’80, con i voti del pubblico più alti di quelli della critica, fatto insolito», continua sempre Stefano.

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Come si rilancia un videogame?

Ora l’obbiettivo (e la scommessa) per il produttore italiano è non sbagliare l’arrivo di OkunoKA Madness sulle altre console. Titolo leggermente diverso, che imbarca il sostantivo inglese traducibile come “follia”, utile per posizionare ictu oculi il gioco: «Si tratta di un Platform Masocore», spiega ancora Stefano, «cioè di un gioco in cui ci si diverte a prendere legnate sui denti. È l’equivalente italiano di Dark Soul». Fa dunque parte di un genere particolare: «Non è facile sviluppare giochi in cui è previsto che l’utente muoia di continuo, passando magari un intero pomeriggio nello stesso punto: bisogna ricompensarlo con piccole, ma importanti, vittorie e la morte deve essere sempre causa del giocatore, non può venirgli il sospetto che il gioco stia barando».

Quanto è cattivo OkunoKA Madness?

Rispetto all’originale per Nintendo Switch, la nuova edizione del videogioco di Caracal Games porta in dote 5 nuovi personaggi giocabili, un mondo inedito e, soprattutto, il sistema leaderboard con chart locali e globali (purtroppo non è cross play…) per sfidare il mondo settando i tempi di completamento più bassi. Per il resto, OkunoKA Madness è sostanzialmente identico a quell’OkunoKA che recensimmo, quindi, per scoprire di più sul gioco e sulla software house che lo ha sviluppato (in quell’occasione intervistammo infatti Tommaso Bonanni, game designer di Caracal), vi rimandiamo al nostro articolo. Anche per via di questa sua fortissima somiglianza con l’originale, chi lo ha acquistato su Switch potrà passare a OkunoKA Madness con un aggiornamento gratuito. Mica male.

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Dentro OkunoKA c’è un po’ di Super Meat Boy, uno dei platform più difficili e sadici degli ultimi anni e c’è anche una spruzzata dello stile cartoon di Rayman, con un eroe che ricorda un po’ Sonic e un po’ Yoshi, il sauro di Nintendo, da cui prende in prestito la lingua prensile. KA, il buffo protagonista del gioco romano (sempre alle prese con la sua nemesis, OS. KA-OS, capita? Eh? Eh??), ha conservato anche in questa riedizione il potere di trasformare in stato solido gli elementi: acqua, fuoco ed elettricità sono plasmabili a piacimento, così da renderli piattaforme su cui sostare o pareti da scalare. Il problema, però, è che il suo talento è “mono-uso”: può essere rivolto solo su di un elemento alla volta e quando uno si solidifica gli altri ritornano al loro stato naturale. Questo dà vita a una lunga serie di piccoli enigmi da risolvere in fretta, allenando la propria coordinazione oculo-manuale, nella consapevolezza che al minimo errore si tirano le cuoia.

«La veste grafica, molto colorata, cartoon, rischia di trarre in inganno», racconta a StartupItalia il General Manager di Ignition Publishing, riferendosi a un impianto stilistico che rimanda soprattutto all’eroe videoludico francese Rayman. «Per questo è importante posizionare fin da subito OkunoKA Madness per non correre il rischio che il papà che lo compra per il figlio di sei anni convinto di acquistare un gioco come Super Mario Bros. poi ci maledica pensando di aver buttato via i suoi soldi: deve essere chiaro che il nostro titolo si rivolge agli hardcore gamers». Di più: si rivolge a una categoria ben precisa di hardcore gamers. Vale a dire agli speedrunners, quei videogiocatori che amano finire un titolo nel tempo più basso possibile.

Chi sono gli speedrunners dei videogiochi?

Si tratta di un fenomeno relativamente nuovo, nel variegato mondo dei videogames, esploso soprattutto grazie a YouTube, che ha permesso a ciascuno di noi di registrare le proprie performance pad alla mano così da renderle pubbliche e di settare record impensabili (a volte anche grazie a glitch che permettono di tagliare intere parti del gioco) per diventare lo Usain Bolt di quel titolo.

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A caccia di speedrunner

«Siccome abbiamo notato che non ci sono videogame pensati appositamente per le speedrun, e che i videogiocatori perciò devono adattarsi mettendosi alla prova con titoli nati con altri scopi, abbiamo allora pensato di comunicare che OkunoKA Madness è stato progettato proprio per la loro community». Questo come? «Grazie al lavoro del nostro Lorenzo Mancosu, anche lui nato giornalista videoludico su Eurogamer.it e sulla Gazzetta dello Sport, che si è addentrato in questo mondo per proporre ai migliori speedrunner di provare il nostro videogioco, e magari diventarne ambassador». «Gli speedrunner hanno ormai anche le loro olimpiadi, le Games Done Quick, con due appuntamenti annuali e ci piacerebbe diventare disciplina di questo evento», ci confessa Stefano.

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«Il periodo prima del lancio è stato incredibilmente intenso e frenetico: abbiamo portato OkunoKA Madness nelle fiere principali e non ci saremmo certo riusciti senza il lavoro di Lorenzo, di Pier Giorgio Liprino e del brand director Fabio Negri, tanto per citare alcuni del nostro team», puntualizza il General Manager di Ignition Publishing.

L’arrivo degli Achievement Hunters

Un periodo intenso ma che potrebbe presto portare i frutti sperati. Che questa volta Ignition Publishing possa essersi mossa meglio e aver toccato le corde giuste, solleticando la curiosità di un pubblico più affine, per gusti e tipologia di sfida, a quanto offerto dai ragazzi di Caracal Games, lo rivela un fatto: l’interesse di un’altra categoria di videogiocatori piuttosto “fissata” e particolarmente “nerd”, ovvero gli Achievement hunters, gente che ama spolpare un gioco completandone tutti gli obbiettivi secondari.

 

 

«Rispetto agli speedrunner, che sono stati inseguiti dal nostro Lorenzo “casa per casa”», racconta divertito Stefano, «questa volta sono stati gli achievement hunters a suonare alla nostra porta, chiedendoci di poter provare in anteprima il gioco così da iniziare la loro caccia. A quanto pare la sfida nel loro settore ha raggiunto ormai livelli tali che, per stare al passo, devono procurarsi un titolo prima della sua uscita. E il fatto che la loro caccia li abbia portati a noi non può che farci piacere».

Insomma, OkunoKA Madness non è un titolo per tutti i palati e questa volta Ignition Publishing (che funge anche da incubatore e acceleratore per le realtà che nascono dall’Accademia Italiana Videogiochi) ha cucito addosso al videogame romano una campagna sartoriale che mette nel mirino solo chi potrebbe apprezzarlo davvero. L’ultima fatica di Caracal Games esce proprio oggi su Steam, Nintendo Switch (come aggiornamento gratuito per i possessori dell’originale), PlayStation 4 e X-Box One, perciò dobbiamo fare i nostri migliori auguri al team italiano perché, come avrete letto dalla nostra recensione, abbiamo per le mani un titolo davvero ben fatto, che merita di essere (ri)scoperto.

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