Recensione di Nexomon: Extinction. Una startup sfida il mito dei Pokémon
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Ultimo aggiornamento il 1 settembre 2020 alle 14:57

Nexomon: Extinction, da una startup la sfida al mito dei Pokémon

Il videogioco di VEWO Interactive è una buona fotocopia dell'originale. Si migliora anche così

L’imitazione è necessaria quando si vuole imparare. Fino a che non si arriva al bivio: da una parte, la strada virtuosa che ci porta a seguire il nostro stile e la nostra identità, dall’altra quella più facile, ovvero scimmiottare senza osare mai. Forse Nexomon: Extinction non è ancora di fronte a questa scelta, ma prima o poi il videogioco sviluppato dalla software house indipendente VEWO Interactive dovrà capire cosa fare da grande. Nexomon fa rima con Pokémon, i soli e unici mostriciattoli che da generazioni affascinano grandi e piccini in qualsiasi tipo di settore d’intrattenimento. Nella recensione di StartupItalia per PlayStation 4 scoprirete un prodotto che non ha avuto paura di copiare spudoratamente, cercando un proprio stile di sottofondo comunque da apprezzare.

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Nexomon: Extinction. Tutto suo padre…

Seguito di Nexomon, Nexomon: Extinction è il secondo episodio di un tentativo – se vogliamo – innocente di incuriosire il pubblico videoludico con un prodotto che somiglia talmente tanto alle creature di Nintendo da strappare più un sorriso che accuse di plagio. La storia inizia con un flash forward, che ci svela un gigantesco errore che il nostro personaggio avrebbe commesso. Abbiamo tradito il nostro team? Il mondo sembra spacciato per colpa nostra.

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Ma facciamo un passo indietro. Nexomon: Extinction prende il via da un orfanotrofio dove il protagonista inizia la sua gavetta nel mondo dei Nexomon, creature da catturare esattamente come i Pokémon (soltanto che, al posto della sfera, si usa una piramide in minatura…). Sbaglieremmo se pensassimo che gli sviluppatori abbiano voluto apparecchiarsi una sfida contro Nintendo, vestendo i panni del proverbiale Davide contro Golia.

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I dialoghi: il tratto originale

Il viaggio del nostro personaggio inizia con un lungo tutorial: come si catturano i Nexomon? E  come si curano durante le battaglie? Diciamolo: chi ha già giocato ai tanti videogiochi di Pokémon non incontrerà alcuna difficoltà. Ogni creatura ha le proprie abilità da far progredire come in un classico RPG. Città, foreste, grotte – tutte realizzate con una grafica davvero piacevole e ricca – sono luoghi da esplorare per raccogliere monete, cristalli e oggetti vari necessari per farsi strada.

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Il gioco di ruolo offre un sacco di missioni secondarie da completare. Grazie agli NPC è possibile ottenere pozioni e scoprire segreti slegati dalla storia principale. E poi ci sono i dialoghi: brevi cinematiche e attimi di pausa in cui godersi il tono scanzonato di questa umanità RPG, dove certi personaggi quasi strizzano l’occhio al videogiocatore. Per questo aspetto il titolo ricorda il recente Indivisible, dove il copione regalava sorrisi e battute niente male.

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Per il resto l’universo Nexomon: Extinction replica il mondo Pokémon con qualche esagerazione di troppo, soprattutto per quanto riguarda loro, i mostriciattoli da catturare. Alcuni sono copie degli originali, sulle quali forse gli sviluppatori avrebbero dovuto far lavorare di più la fantasia.

I Nexomon spesso sono copie non troppo originali dei Pokémon

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