Recensione di Under the Jolly Roger. Ratti di sentina, impugnate la Switch
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Ultimo aggiornamento il 3 settembre 2020 alle 6:37

Under the Jolly Roger, ratti di sentina, impugnate la vostra Switch

Da uno studio indipendente di Kaliningrad arriva un GdR piratesco che potrebbe tirare fuori il corsaro che è in voi, se riuscirete a reggere all'impatto, paragonabile all'alito di un pirata dopo una cena di pesce stantio e una botte di rum

La figura del pirata, assieme a quella del cow boy, è sempre riuscita a esercitare su noi maschietti un fascino incredibile. A tratti inspiegabile. Questi predoni dei mari, liberi di fare ciò che volevano e di prendersi tutto quello che capitava a portata dei loro cannocchiali (e dei loro cannoni) sono così diventati a più riprese protagonisti di svariati film (su tutti, la saga di Jack Sparrow) e di un buon numero di videogiochi. Anche Ubisoft si è fatta trascinare dalla mania dei bucanieri, con il soddisfacente Assassin’s Creed – Black Flag che abbiamo recensito nuovamente non molto tempo fa per via della sua nuova versione in HD, mentre Skull and Bones, per quanto promettente, sembra essere uscito da ogni mappa, dove si trova la scritta hic sunt dracones… Nell’attesa di vederlo finalmente solcare l’orizzonte sappiate che un piccolo team russo, HeroCraft, ha deciso di salpare alla conquista dei sette mari proponendoci una sorta di RPG piratesco: Under the Jolly Roger.

 

 

Nero può essere bandiera, per un’idea libera e vera

Avere a che fare con Under the Jolly Roger è esattamente come avere a che fare con il vecchio Barbanera. Il “buon” Teach era sporco, puzzolente, collerico, spigoloso e un po’ pazzo, ma doveva avere carisma da vendere, a tal punto che difficilmente si riusciva a resistergli.

Le battaglie con le altre navi sono all'ordine del giorno...

Cosa troviamo Under the Jolly Roger?

Under the Jolly Roger non puzza, ma a livello tecnico è sicuramente sporco assai. Non date troppa importanza alle immagini ufficiali distribuite perché la grafica su Nintendo Switch è ben più grezza, granulosa e impastata, soprattutto in modalità portatile. A livello tecnico siamo di fronte a una insufficienza su tutta la linea, tra tonnellate di effetto fogging per nascondere la pochezza di dettaglio, rallentamenti vistosi e un moto ondoso che scatta di continuo, ogni volta che riparte da capo l’animazione.

...Ma la produzione russa dà spazio anche a numerosi miti marittimi

Tuttavia, se riuscirete a superare questi (enormi) difetti visivi, vi ritroverete in compagnia di Barbanera. Proprio lui. Perché sotto tutto quello sporco c’è infatti un valido RPG a tema piratesco, con tantissime cose da fare e parecchi obbiettivi da raggiungere. Si parte con poco più di una tinozza e una decina di uomini al proprio seguito e, se si è sufficientemente bravi, si può arrivare a capitanare una intera flotta di galeoni capaci di far tremare persino l’Invincibile Armata. Gli sviluppatori di Under the Jolly Roger hanno creato un titolo a tutto tondo, dove è possibile non solo arruolare pirati per governare meglio la nave, ma stabilire persino chi fa cosa. Per farvi un esempio, destinando più uomini ai cannoni, ricaricherete più in fretta, ma se li portate sottocoperta togliendoli dalle vele la nave sarà più difficile da governare.

Purtroppo la grafica non sarà così nitida e particolareggiata

Under the Jolly Roger non finisce qui perché consente anche di commerciare, conquistare forti e sbarcare a terra. Mito e leggenda si fondono, tra maledizioni, combattimenti contro non-morti e assalti di enormi kraken. Come i pirati, Under the Jolly Roger non è solo bruttarello e sporco, ma anche piuttosto perfido: il primo impatto è doloroso non solo per via dell’aspetto tecnico, che fa acqua da tutte le parti (meglio il rum, ehr…) ma anche perché non viene spiegato quasi nulla. Ci si ritrova quindi soli, buttati a bagno in un mare pieno di squali, cacciatori di teste, le navi della marina e altri pirati, tutti desiderosi di passarci a fil di sciabola. E, come se non bastasse, il gioco nemmeno parla in italiano. Dal canto nostro, dovremo imparare subito a combattere, evitando di andare in mare aperto o in zone non ancora segnate sulla mappa perché i nemici sulle prime sono molto più forti di noi ed è difficile spuntarla o sfuggirgli dopo aver ingaggiato un combattimento (che non sarà a turni, come nei GdR, ma in tempo reale, e vi chiederà di governare la nave e di sparare in modo non dissimile da Assassin’s Creed Black Flag).

Certo, su Switch c’è già il citato Assassin’s Creed Black Flag che, per quanto appartenente a un genere assai più action, può farci vivere avventure piratesche supportate da tutt’altra realizzazione grafica. In più, come tutti i titoli Ubisoft, non faticherà a essere proposto molto presto al medesimo prezzo di questa produzione indipendente (19,90 euro). Tuttavia, anche se bruttino e claudicante, spigoloso e irsuto, complesso e privo di pochi fronzoli, anche Under the Jolly Roger merita di essere giocato: è lungo, zeppo di cose da fare e di statistiche da migliorare. Bisognerà avere la forza di passare sui difetti e la pazienza di assecondarlo, ma chi ha mai pensato che diventare un pirata fosse una passeggiata di salute e trovare il tesoro dove indicato dalla X roba da boy scout? Per veri appassionati.

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