Elezioni USA, Microsoft lancia Video Authenticator contro i contenuti fake
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Ultimo aggiornamento il 2 settembre 2020 alle 14:16

Elezioni USA, Microsoft lancia il Video Authenticator contro i contenuti fake

In vista del 3 novembre un nuovo strumento per combattere il deep fake

Un paio di anni fa iniziò a circolare un video in cui l’ex presidente USA, Barack Obama, dava del “completo idiota” al suo successore Donald Trump. In realtà quel contenuto era volutamente fake, frutto del lavoro di esperti che volevano dimostrare quanto la tecnologia sia ormai pronta e attrezzata a ingannare i cittadini, facendo pronunciare a personaggi famosi cose che mai hanno detto o, perfino, pensato. In vista delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, il 3 novembre, Microsoft ha così messo a disposizione un nuovo strumento tech per scovare i video manipolati. E sbugiardali. Si chiama Video Authenticator e, come si legge sul sito della multinazionale, rientra nel Microsoft’s Defending Democracy Program contro la disinformazione.

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Microsoft: come funziona il Video Authenticator

«I governi, le aziende, le organizzazioni non profit in tutto il mondo hanno un ruolo fondamentale da svolgere nell’affrontare la disinformazione e l’interferenza nelle elezioni», si legge nell’articolo con cui Microsoft annuncia il battesimo del Video Authenticator. La tecnologia alla base può analizzare foto o video per dare una percentuale di probabilità se quel particolare contenuto è stato o meno manipolato: nel caso di un video, fornisce questa percentuale in tempo reale su ogni fotogramma.

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Le elezioni 2016 negli USA – e il dibattito che ne è seguito – sono state monopolizzate dal tema delle fake news. Negli ultimi anni lo scandalo di Cambridge Analytica ha poi scosso le multinazionali come Facebook, costringendo questi giganti a prendere sul serio la qualità del dibattito pubblico sulle piattaforme. Evitando così di presentarsi come semplici aziende che distribuiscono contenuti sul web. Lo strumento di Microsoft va così ad aggiungersi a diversi altri che sbugiardano fake news – create per far ridere o, peggio, disinformare – ma va sempre associato alla giusta predisposizione da parte dei lettori o di chiunque fruisca di contenuti online. Se qualcosa è troppo sensazionale, sempre meglio verificare.

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Fonte: Profilo Twitter Joe Biden

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