WRC 9 torna in pista (e nel fango). La recensione del gioco di rally ufficiale
single.php

Ultimo aggiornamento il 4 settembre 2020 alle 17:47

WRC 9 torna in pista (e nel fango). La nostra recensione del gioco di rally ufficiale

Dalla Francia arriva su PlayStation 4, X-Box One e PC il videogame del FIA World Rally Championship

Con la fine dell’estate e l’arrivo dell’autunno assistiamo alla solita gragnuolata di titoli sportivi “seriali”. Proprio oggi è uscito NBA 2K21 (non perdetevi la recensione del nostro Alessandro), mentre a giorni arriveranno eFootball PES 2021 (15 settembre), WWE 2K Battlegrounds (18 settembre), FIFA 21 (9 ottobre) e EA Sports NHL 21. L’ultimo ad arrivare sarà DiRT 5. Inizia la rassegna WRC 9, videogioco che può vantare della licenza del FIA World Rally Championship. E qui, prima di salire sulla nostra Subaru, può essere utile raccontarvi una curiosità, perché c’è un “rally nel rally”…

 

 

La licenza ufficiale infatti è stata recentemente accaparrata dall’inglese Codemasters (che quindi potrà contare sia su DiRT sia su WRC). Siamo dunque di fronte a uno degli ultimi titoli sviluppati in Francia da Kylotonn Games sotto l’egida di BigBen Interactive (pare che WRC 10 tocchi ancora a loro), mentre prima ancora gli sviluppatori erano gli italiani di Milestone. WRC corre insomma il suo rally parallelo per tutto il Vecchio continente, toccando alcune delle migliori software house nell’ambito dei racing game.

WRC 9, quali novità sotto il cofano?

WRC 9, uscito oggi su PS4, Xbox One e PC (la versione Nintendo Switch arriverà in un secondo momento, così come quelle per PlayStation 5 e Xbox Series X), si presenta al grande pubblico con la necessità di migliorare ulteriormente una serie che gli sviluppatori francesi sono riusciti, anno dopo anno, ad affinare, portandola dall’arcade alla simulazione. Ce l’avrà fatta?

Sì, ve lo diciamo subito. Anche se occorre un po’ di occhio clinico, i progressi ci sono e risultano abbastanza importanti. Non siamo ancora dalle parti di mostri della simulazione come Richard Burns Rally o il più recente Dirt Rally, ma WRC 9 migliora quanto visto nell’ottavo episodio. Qua e là sono rimaste ancora diverse sbavature, su tutte il modo in cui l’auto reagisce alle collisioni con le parti dello scenario più impervie (parliamo comunque di fuoripista…), da sempre uno degli aspetti su cui gli sviluppatori di Kylotonn Games hanno faticato a mettersi in pari con i rivali, ma in generale gli sforzi profusi per dare al giocatore una maggiore immersione hanno dato i loro frutti.

Dove si corre?

Per quanto riguarda le novità, prima di passare all’introduzione del Club (paragrafo successivo), sappiate che WRC 9 porta in dote un buon numero di features. A iniziare naturalmente da tre nuovi rally: Giappone, Nuova Zelanda e Kenya. La licenza permette poi di giocare con più di 50 team ufficiali con le loro livree provenienti dalla WRC, WRC 2, WRC 3 e dal Junior WRC. Chiudono la rassegna le oltre 100 prove speciali da affrontare.

 

 

Ma la portata principale resta la Carriera, così come era stata ridisegnata nell’ottavo capitolo (quella dell’episodio 2017 era assai più semplicistica) e rimasta pressoché invariata persino nelle grafiche. Si parte quindi con un team da 2 soldi a bordo di un’auto scalcagnata e si deve scalare la classifica mondiale, leggendo mail nella speranza che arrivino gli sponsor, destreggiandosi nel calendario delle competizioni via via sempre più ricco di eventi (Prove Costruttori, Gare Storiche e gli eventi in condizioni estreme) e assumendo personale.

E con chi si corre?

Siamo ora arrivati alla novità principale, la modalità Club, che gli sviluppatori hanno escogitato per creare una community attiva attorno al gioco ufficiale del FIA World Rally Championship.  Club permette infatti di creare da zero il proprio tour, intervenendo anche nelle regole della competizione, per poi sottoporlo agli sfidanti. Ovviamente, dato che abbiamo potuto provare il titolo prima della sua commercializzazione, non ci è stato possibile testare la nuova mode come avrebbe meritato, ma ci torneremo più avanti, non appena inizierà a popolarsi di piloti.

Ancora più simulativo, ancora più meteo “pazzo”

Due delle caratteristiche portanti di WRC 8 erano state la decisa sterzata verso la simulazione, nel tentativo di tallonare il rivale di Codemasters (DiRT) e la presenza del meteo dinamico. WRC 9 accelera su entrambi i profili, proponendo da un lato una migliore risposta dei controlli e dall’altro un sensibile cambio – non solo estetico – delle condizioni di gara quando il sole lascia il posto a un nubifragio e viceversa.

Ancora sottotono, invece, il comparto grafico, da sempre tallone d’Achille della produzione francese. Intendiamoci, in WRC 9 i miglioramenti ci sono, non risultano tuttavia eclatanti come quelli intercorsi tra l’episodio 2017 e WRC 8. Aggiornamenti a parte, però, l’impianto grafico non è al passo dei rivali più agguerriti in commercio: le competizioni continuano a correre lungo il filo dei 30 fps e, quel che è peggio, i circuiti sembrano sempre un po’ finiti e innaturali, con una profondità di campo piuttosto limitata, mentre gli effetti non convincono, bruttina soprattutto la terra sollevata dalle autovetture. Molto belle, invece, le auto, almeno all’esterno: gli interni sono troppo scarni.

Insomma, WRC 9 migliora pressoché sotto ogni aspetto il capitolo dell’anno passato (recentemente approdato su Nintendo Switch). Particolarmente graditi i passi in avanti fatti per rendere il titolo francese ancora più simulativo e con una gestione della fisica più credibile (uscendo di strada qualche incidente improbabile capita ancora…). Restano invece parecchio lunghi i caricamenti, almeno sulla PlayStation 4 “base”, segno di una ottimizzazione non proprio perfetta visto che graficamente non siamo certo di fronte a un titolo esoso. Sbavature a parte, la competizione tra WRC e DiRT si fa di anno in anno più serrata, per la felicità degli appassionati.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter

  • Ti potrebbe interessare anche