In Alto Adige il cantiere 4.0: gru interconnesse e robot "apprendisti"
single.php

Ultimo aggiornamento il 9 settembre 2020 alle 13:33

In Alto Adige il cantiere 4.0: gru interconnesse e robot “apprendisti”

Al NOI Techpark di Bolzano l'innovazione nel settore dell'edilizia. Le storie di Fraunhofer Italia e dell'azienda Niederstätter

«Le norme ancora non lo consentono, ma la tecnologia già esiste: dal mio smartphone potrei collegarmi a una gru in un cantiere e farla muovere». StartupItalia ha incontrato Manuel Niederstätter al NOI Techpark di Bolzano per farsi raccontare come l’innovazione tecnologica, la robotica, la digitalizzazione e un metodo di lavoro collaborativo possono rendere più efficiente e rapido il settore dell’edilizia.

La spinta dell’industria 4.0

Amministratore delegato della Niederstätter, Manuel lavora in una delle aziende leader dell’Alto Adige per quanto riguarda i macchinari da cantiere ad alte prestazioni, operando in tutto il Nord Italia grazie a un garage di 250 gru. Un fatturato da 30 milioni di euro e la spinta all’innovazione data dagli incentivi all’industria 4.0. «Grazie a quelli siamo cresciuti – ci ha spiegato – oggi tutte le nostre macchine sono interconnesse e si possono controllare da remoto. Un bell’aiuto anche in termini di risparmio di tempo e risorse: grazie alla tele-diagnosi possiamo confermare a un cliente se un nostro macchinario si è davvero guastato o se semplicemente sta sbagliando qualcosa lui».

Cantiere 4.0: la tecnologia in mostra al NOI Techpark

Dentro il NOI Techpark abbiamo visitato anche l’unica sede italiana di Fraunhofer, organizzazione non profit tedesca qui attiva con un centro per la ricerca applicata da trasferire alle aziende. Niederstätter è una di quelle con cui si è instaurata una collaborazione a cominciare dalla realizzazione di semplici strutture come i container. Con l’imprenditore c’era anche Christoph Paul Schimanski, ingegnere civile di Fraunhofer Italia, che ci ha spiegato come è possibile migliorare il lavoro in un cantiere.

Leggi anche: Ecobonus: dal primo luglio la super detrazione del 110%

«Nell’edilizia – ha spiegato Cristoph – ci sono tanti stakeholder da tenere in considerazione. Figure professionali che magari lavorano insieme per la prima volta e questo può allungare i tempi quando si tratta di far combaciare le tempistiche. La digitalizzazione in questo può essere utile. Con Niederstätter abbiamo applicato il cosiddetto BIM, acronimo che sta per Building Information Modeling». Si parte dal metodo prima di applicar la tecnologia. «Abbiamo realizzato un prototipo di software che può essere sfruttato da tutte le figure professionali attiva in un cantiere per condividere le tempistiche, le consegne e tutto quel che c’è da sapere affinché il lavoro sia più condiviso possibile». La demo che abbiamo visto è molto simile a una lavagna con post it digitali, appiccati e messi poi a sistema, come in un calendario.

Leggi anche: Il cantiere robot che stampa case 3D grazie a una startup USA

ROSBIM: sarà l’ombra dell’operaio

All’interno dello stesso software c’è anche la vista 3D dell’edificio o del complesso che si deve costruire, con tutti i dati utili alla pianificazione dei lavori. Grazie a una mole simile di dati, supportati dalla giusta tecnologia, il lavoro in cantiere può diventare più veloce. Dentro gli spazi del NOI Techpark, Fraunhofer Italia sta testando ROSBIMin foto qui sotto – un robot intelligente che il team sta istruendo ad operare in un ambiente di lavoro edile, seguendo l’operatore e trasportando materiale. Come? Grazie alla mappa 3D che può registrare e a tutte le informazioni del software BIM che gli consentono di rendersi utile quasi fosse un apprendista. In prospettiva, questa piccola macchina sarà impiegata anche in ambienti complessi come un cantiere, trasportando mattoni là dove servono e seguendo un operaio senza colpire ostacoli.

Oltre alla collaborazione con l’organizzazione tedesca per il trasferimento di tecnologie, Niederstätter ha saputo raccogliere la sfida (e gli incentivi) dell’industria 4.0 per puntare sull’innovazione dei propri macchinari. Oltre a ricoprire il ruolo di CEO dell’azienda di famiglia, Manuel ha dato il via anche a un progetto parallelo. Rentmas è il nome della sua startup: alla base l’idea di proporre il marketplace dove noleggiare o mettere a noleggio macchinari edili. «Siamo partiti lo scorso anno – ci ha raccontato – e al momento abbiamo circa 200 macchine da vari operatori del settore. Operiamo soprattuto nel nord Italia, lungo la direttrice Milano-Venezia».

Leggi anche: A 18 anni sfidavano Facebook da Bolzano. Sono falliti, cresciuti, e ora ripartono da FlashBeing

La sede del NOI Techpark, a Bolzano

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter