Ancestors Legacy racconta le guerre medievali con l'enfasi di Barbero
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Ultimo aggiornamento il 24 settembre 2020 alle 12:49

Ancestors Legacy racconta le guerre medievali con l’enfasi del prof Barbero

Un viaggio tra le gesta di Vichinghi, Slavi, Anglosassoni e Germanici, con assedi, macchine da guerra e combattimenti all'arma bianca

Il Medioevo esercita sui videogiocatori un fascino incredibile. In genere tutti i titoli ambientati in qualche periodo storico ben definito (pensiamo alle opere sceneggiate ai tempi dei pirati o dei cowboy) hanno sempre carisma da vendere, ma quelli in “cappa e spada” posseggono indubbiamente una marcia in più. Forse anche per questo siamo rimasti particolarmente colpiti da Ancestors Legacy che consente di conquistare, razziare e saccheggiare accampamenti nemici, città e villaggi, come solo un condottiero del Trecento avrebbe fatto.

 

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“Sgozzamento!”

Ve lo diciamo senza troppi giri di parole: l’ultima fatica del team polacco Destructive Creations è davvero “tanta roba”, per usare lo slang dei giovani d’oggi. A metà strada tra Command & Conquer e Company of Heroes, quindi tra classicismo e tatticismo, Ancestors Legacy permette di rivivere grandi battaglie del passato, fedelmente ricostruite. Fortunatamente, non si tratta di eventi particolarmente noti: gli sviluppatori hanno infatti scelto saggiamente di optare per battaglie meno conosciute dal grande pubblico, che dunque vivrà tutti gli eventi animato dalla genuina curiosità di scoprire come andrà a finire la campagna.

Ancestors Legacy è piuttosto cruento. Anche per questo forse farebbe felice il prof Barbero

Mettiamo a ferro e fuoco l’Europa in Ancestors Legacy

L’aspetto più riuscito di Ancestors Legacy riguarda la varietà ludica offerta: preparatevi ad affrontare assedi, scontri frontali in campo aperto e pure sortite da completare con discrezione, sfruttando con abilità la mappa di gioco (alture, gole, ma pure semplicemente l’erba alta) così da riuscire a completare l’obbiettivo senza allarmare l’esercito nemico. Per esempio, in una missione dovrete liberare le truppe alleate cadute nelle mani degli avversari: il minimo rumore comporta l’uccisione degli ostaggi.

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Il videogame polacco ha inizio nel 793 con la campagna vichinga. Se c’è qualcuno di voi specializzato in storia del Nord Europa sappia che si potrà vivere un fatto piuttosto noto: la razzia dei danesi ai danni del monastero britannico di Lindisfarne che costrinse i monaci a lasciare il regno di Northumbria. Si tratta solo del prologo del gioco, che vi porterà poi a vivere le campagne di Slavi, Anglosassoni e Germanici. Già nei due capitoli dedicati ai vichinghi, comunque, che fungono da tutorial, avrete modo di prendere dimestichezza con i vostri ranghi che si comporranno di lancieri, guerrieri, cavalieri e arcieri. Ciascuno ha il suo ruolo in battaglia, con caratteristiche da tenere bene a mente: per esempio, è un errore madornale mandare avanti gli arcieri, soccomberebbero sotto i colpi della fanteria nemica; di contro sono tra le truppe più agili, che potranno disimpegnarsi agilmente una volta ingaggiato lo scontro. Tutto è regolato dal sistema “carta, forbice e sasso”: ciascuna tipologia di unità è più efficace su di un’altra ma è vulnerabile a una terza. Per farvi un esempio: la cavalleria ha la meglio sulla fanteria pesante che soccombe però contro i lancieri.

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Come spesso accade in questo genere di giochi, qua e là sarà possibile far scendere sul campo di battaglia gli “eroi“, personaggi storici realmente esistiti che, in qualità della loro fama, seminano più facilmente il terrore tra le file nemiche, non fanno perdere il morale alle truppe e godono di una potenza distruttiva particolarmente portentosa. Non crediate però che schierare il condottiero di turno basti per volgere a vostro favore le sorti della battaglia: l’IA nemica è infatti molto coriacea e non vi darà tregua. Si scopre presto che le guerre medievali erano per lo più un insieme di piccole zuffe che si succedevano finché uno dei due eserciti non si arrendeva. In realtà l’intelligenza artificiale è aggressiva ma non particolarmente acuta: è possibile farla cascare facilmente in qualche tranello, sfruttando a proprio vantaggio la conformazione del territorio. A proposito di territorio, attenzione alle risorse naturali necessarie per mettere in piedi villaggi, caserme e rimettere in sesto i propri uomini: sono rarissime e andranno centellinate con lungimiranza.

Gli Eroi sono personaggi fuori dal comune, ma non sono invincibili. E perderli è un duro colpo al morale delle truppe

Anche su Nintendo Switch l’Unreal Engine 4 riesce a dare soddisfazioni, mettendo in campo diversi effetti speciali e di rifrazione piuttosto notevoli, anche se ogni tanto si avverte qualche scatto nelle scene più concitate. Invece, le scritte piccole e la visuale un po’ troppo lontana non lo rendono particolarmente adatto per le sessioni fuori casa: meglio giocarlo sul televisore. Un plauso va fatto alla cura con cui sono state riprodotte le battaglie: sono molto cruenti e spesso anche piuttosto filmiche. Questo rende tutto ancora più divertente.

Il modo migliore per sbarazzarsi dei nemici è chiuderli in porzioni anguste della mappa

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Non siamo certo di fronte a un titolo rivoluzionario, anzi, Ancestor Legacy, pur barcamenandosi con agilità felina tra due grandi rappresentanti della categoria, ovvero i già citati Command & Conquer e Company of Heroes, non mira a innovare il genere di riferimento. Però dalla Polonia è arrivato uno strategico medievale a dir poco ricco di contenuti e coi piedi ben piantati al suolo. Una promozione a pieni voti, insomma.

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