Georifters, spostiamo cubi caramellosi come farebbero gli Umpa Lumpa
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Ultimo aggiornamento il 27 settembre 2020 alle 12:12

Georifters, spostiamo bolle caramellose come farebbero gli Umpa Lumpa

Guidati da un pupazzo molto simile ad Hulk Hogan, inizia il viaggio in un mondo pieno di zuccheri

Forse abbiamo trovato un gioco adatto a un pasto (o più). Sì perché, a parer nostro, la dolcezza infinita sullo schermo di Georifters andrebbe goduta o in una calma e lunga colazione del week end – latte caldo, biscotti al cioccolato e pigiama d’ordinanza ancora addosso – oppure durante una veloce merenda ipercalorica. Non ci si scappa: queste piattaforme colorate con idranti che sparano cioccolato e una musichetta ai limiti dell’overdose di zucchero ci hanno fatto venire più volte l’acquolina in bocca. Sviluppato dai talentuosi sviluppatori taiwanesi di Busy Toaster, Georifters è disponibile anche per Nintendo Switch, la console ibrida su cui StartupItalia l’ha testato.

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Georifters: farsi strada tra le bolle

Il titolo è un platform dalla grafica non esigente, ma comunque curata. In atmosfere caramellose e piene di bolle da spostare in lungo e in largo, la nostra avventura inizia con Candy: il tutorial accompagnato da un vecchio molto simile ad Hulk Hogan mostra quali sono i poteri che abbiamo per spingere o attrarre a noi i vari elementi. Raccogliendo tutti i cristalli, dovremo successivamente passare alla stanza successiva, sempre più cervellotica.

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Questo perché non si tratta soltanto di spostare, ma anche di ruotare e sfruttare una sorta di macchina del tempo per riportare i cubi nell’esatto posto di prima. Spazi angusti dove vi sembrerà di esservi messi in trappola con le vostre stesse mani. Ma fidatevi: la soluzione è lì davanti ai vostri occhi. Forse la trama è secondaria, ma ve ne diamo un assaggio giusto perché abbiamo scelto di dare questo gusto alla recensione.

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Il mondo di Georifters ha visto finalmente i suoi abitanti collegati gli uni con gli altri. Un tempo in isolamento, ora devono collaborare e accettarsi l’un l’altro. Libera ispirazione alla ricca composizione della software house di Taiwan? A leggere sul sito ufficiale sembrerebbe proprio di sì: molti dei componenti provengono da realtà affermate del mondo gaming e hanno lavorato in tutti i continenti su progetti di spicco come The Last of Us e Horizon Zero Dawn. Dopotutto, la densità dei talenti, ciascuno con la propria storia e le proprie competenze, è il presupposto per storie (e videogiochi) belli.

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