OnePlus 8T, l'ottava generazione arriva a maturazione | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 15 ottobre 2020 alle 10:06

OnePlus 8T, l’ottava generazione arriva a maturazione

Cambia passo la sequenza di aggiornamento di OnePlus: con una versione T che migliora lo schermo, la ricarica, ma lascia il resto invariato. Ora l'offerta è davvero completa

Ho usato davvero con piacere il OnePlus 8: è stato un telefono tra i più equilibrati tra quelli lanciati nel 2020, potente e ben costruito, senza acuti ma solido sul piano fotografico e con un’interfaccia molto gradevole. Inutile dire che mi interessava moltissimo scoprire che cosa aveva in serbo OnePlus con la versione T – quella che ormai lancia per tradizione nella seconda parte dell’anno – che questa volta non stravolge la scheda tecnica ma tende ad affinare alcune caratteristiche dello smartphone ammiraglia di casa. E poi niente versione Pro per il OnePlus 8T, un’unica variante che anticipa quelle che senz’altro saranno caratteristiche che poi vedremo anche sulla nona generazione. Il risultato è interessante, per alcuni potrebbe addirittura essere decisivo: tutto sta a comprendere cosa cerchiate se state pensando di comprare un nuovo smartphone.

Qualcosa in più, qualcosa in meno

Messi uno accanto all’altro i due OnePlus 8 e 8T ci si accorge subito che c’è qualche differenza: nelle finiture, nella forma dello schermo, nel profilo e anche nelle fotocamere posteriori. Per esempio, proprio quest’ultima è diventata quadrupla e ha aggiunto un sensore bianco&nero da 2 megapixel che sta lì a dare una mano alla messa a fuoco e alla qualità degli scatti monocromatici (ma pure a colori): addio semaforo centrale, si passa a un meno originale modulo rettangolare piazzato in alto a sinistra. Poi lo schermo, dicevamo: è piatto, niente bordi curvi, la sensazione di tornare a queste forme che già avevo sperimentato col Nord devo dire che mi ha davvero rinfrancato. Ce ne vorrebbero di più di smartphone piatti: la moda delle curve ha un po’ stancato.

Altro aspetto significativo è che lo schermo da 6,55 pollici è ora da 120Hz, contro i 90 dell’8: cambiamenti che sono più significativi quando lo si vede in azione, più che dalla scheda tecnica che pure dice molto – sfrutta una nuova tecnologia, è più sottile e questo permette anche di rendere più sottile lo smartphone. Si tratta di un pannello nuovo che è diverso pure da quello dell’8 Pro, ma che mostra davvero una bella calibrazione nei colori e si fa apprezzare anche nelle modalità lettura e riposo che lo sfruttano in modo particolare. La modalità lettura che non sacrifica i colori, usata alla sera per navigare i social, vi stupirà: davvero una trovata interessante.

 

Ripeto, non siamo al livello del pannello 10bit del Pro: ma si fanno altri passi in avanti, sempre di un AMOLED FHD+ parliamo, ed è indubbio che la prossima generazione saprà offrire ancora qualcosa in più. In ogni caso, OnePlus dimostra di aver fatto i compiti a casa: selezionando la modalità 120Hz sarà il telefono stesso a variare in modo dinamico, a seconda di cosa c’è sullo schermo, il refresh effettivo e l’autonomia non sembra influenzata in modo significativo. Anzi, vi anticipo che rispetto al OnePlus 8 mi pare siamo andati oltre come durata della carica, quasi a livello del OnePlus Nord (che monta processore meno energivoro, ma anche meno potente). Ultima nota da sottolineare, luminosità di picco che arriva a 1.100 nit: e questo equivale a leggibilità ok anche all’aperto, sotto il sole, con un display che si comporta bene in praticamente tutte le condizioni.

Le fotocamere posteriori, capitolo cruciale. Non ci sono cambiamenti nel sensore principale, sempre un Sony IMX586 che ormai ci portiamo dietro da oltre un anno (c’era già sul 7 Pro e sul 7T Pro, per capirci), che però rimane onesto e sincero nei suoi 48 megapixel e che è sfruttato molto bene dal software di OnePlus. C’è la modalità notturna, migliorata, ci sono un po’ di filtri creativi che sfruttano anche il sensore monocromatico. C’è il sensore ultra-wide da 16 megapixel davvero ultra, 123 gradi di angolo di campo, che fa un passo in più anche in relazione a come gira i video in risoluzione 4K (siamo su un buon livello anche alla sera), anche grazie a una stabilizzazione diventata più efficace. Poi c’è quel macro da 5 megapixel che nessuno ha ancora davvero capito che ci faccia sui nostri smartphone – ma fa numero, e male non fa. Sul frontale abbiamo un sempreverde sensore da 16 megapixel (Sony IMX471) che scatta buoni selfie: ma nessun acuto qui.

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Velocità smodata

Cosa c’è di nuovo, di davvero nuovo, in questo OnePlus 8T è senza dubbio il nuovo caricabatterie Warp 65W: che è una scheggia, era da un po’ di tempo che questo aspetto in uno smartphone non meritava una seconda occhiata, soprattutto perché alla prova dei fatti ciò che questo tipo ricarica è in grado di offrire è indubbiamente significativo. Per fare un esempio: avete il telefono con percentuali di batteria a singola cifra, lo attaccate al suo cavetto rosso e ve ne andate a fare colazione o a pranzo. Al vostro ritorno, facciamo 15-20 minuti dopo, sarete abbondantemente oltre il 50 per cento e avrete modo di andare avanti un’altra mezza giornata senza patemi d’animo. In meno di un’ora il telefono sarà comunque carico al 100%.

C’è anche qualcos’altro da raccontare: invece di una sola batteria da 4.500mAh, il OnePlus 8T ne monta due, ciascuna da 2.250mAh, e vengono caricate contemporaneamente. Il perché è presto detto: in questo modo, anche grazie a sensori sparsi tra alimentatore e smartphone, si riesce a tenere sotto controllo la temperatura e ottimizzare il processo di carica (sia in termini di durata, che di riduzione dello stress per le batterie). È una trovata intelligente ed efficace. Il OnePlus 8T resta comunque compatibile con la ricarica PowerDelivery 3.0, quindi ben si comporta anche con altri caricabatterie non pari a quello della confezione, e ha una buona autonomia: monta sempre il più potente processore dell’anno di casa Qualcomm, lo Snapdragon 865, e digerisce abbastanza bene anche la presenza del 5G.

 

Molto bene si comporta la nuova versione dell’interfaccia Oxygen OS, arrivata alla versione 11 e basata sul nuovo Android 11: la grafica ha subito una profonda revisione per cercare di portare tutto a portata di pollice, così da rendere tutto più comodo da usare quando si impugna lo smartphone con una mano sola, altri dettagli estetici sono stati resi più raffinati. Belli i nuovi sfondi dinamici davvero curati, bene la modalità dark migliorata e, finalmente, c’è una modalità AOD (Always On Display) che mancava: la più intrigante è la modalità Insight, realizzata assieme agli studenti della Parsons School of Design, che mostra in una barra i momenti in cui abbiamo sbloccato lo schermo del nostro telefono per darci un’idea del tipo di giornata che abbiamo trascorso in sua compagnia. Ogni grafico sarà diverso dall’altro: un altro modo per sentire più nostro il telefono.

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Devo cambiare smartphone?

Quali sono oggi i criteri per decidere di cambiare smartphone è presto detto: si è rotto, siete sempre alle prese con l’esaurimento dello spazio storage a bordo, o ancora la batteria non regge più la carica? Beh, in questi tre casi è proprio arrivato il momento di affacciarvi sul mercato e dare un’occhiata a cosa c’è in giro. In questo senso, OnePlus sta gradualmente allargando e irrobustendo la propria offerta: il nuovo OnePlus 8T si va a piazzare accanto al OnePlus 8, sotto il OnePlus 8 Pro (che resta il meglio del 2020 per l’azienda cinese), e un gradino sopra il sorprendente OnePlus Nord.

La scelta tra OnePlus 8 e OnePlus 8T può essere complessa: se preferite lo schermo coi bordi curvi potrete scegliere il primo, che è anche un po’ più raffinato nelle finiture, se vi interessa la ricarica Warp 65 watt allora dovrete dirigervi sul secondo. Il prezzo è praticamente lo stesso: la versione 8+128GB costa 599 euro, la 12+256GB sale a 699, mentre il OnePlus 8 lo potete ancora acquistare a 649 euro (prezzo ufficiale, in giro forse si trova anche a qualcosa in meno) nella versione 8+128. Nel dubbio, sempre meglio optare per l’ultimo arrivato: che ha qualcosa in più sul piano dello schermo (soprattutto i 120Hz) e della fotocamera ormai super-collaudata, e ovviamente lo potrete avere in quel colore verde che quest’anno spopola. Ah giusto, le foto: beh, non sono niente male. Non siamo al livello dei pesi massimi (P40, Galaxy Note, iPhone), ma sono senza dubbio da fascia alta: la fascia di mercato a cui questo OnePlus 8T appartiene.

Certo la concorrenza, anche casalinga, degli smartphone con lo Snapdragon 765 si fa sentire: ma sarei ingiusto se vi dicessi di scartarlo a priori, a 599 euro la versione base è un gran bel prodotto. Anzi, questo 8T serve a mettere un po’ di distanza da quel Nord che tanto bene sta facendo parlare di sé in giro: ora c’è di nuovo un’offerta intermedia che vale la pena prendere in considerazione, con buona pace dell’8 liscio. Chissà che dal prossimo anno OnePlus non decida di allargare ancora un po’ il proprio catalogo e di fare un po’ come ha fatto Apple: un po’ più di modelli in circolazione ma senza esagerare, ciascuno con una sua peculiarità, e possibilmente anche con un’esperienza complessiva d’uso (fatta di semplicità, fluidità e qualità estetiche) che ne esalti le caratteristiche. Che si fa, dunque, si cambia smartphone? Beh, quella resta una scelta del tutto personale: posso dirvi che le buone impressioni avute provando il OnePlus 8 sono state confermate e rafforzate dall’8T, che mi piace molto come funziona il software OxygenOS e che mi piace anche la strada che ha intrapreso OnePlus. A voi la decisione finale.

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