Altro che effetto Covid, i giganti Web e Software guadagnano più che mai
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Ultimo aggiornamento il 15 ottobre 2020 alle 18:13

Altro che effetto Covid, i giganti Web e Software guadagnano più che mai

Secondo i dati dell'Area Studi Mediobanca, i 25 giganti del WebSoft hanno più che raddoppiato il fatturato nel quinquennio 2015-2019 e sono cresciute ancora nel primo semestre del 2020

La pandemia non frena la crescita delle maggiori compagnie nel settore Software e Web. Lo dicono i dati pubblicati dall’Area Studi Mediobanca, che ha analizzato i bilanci dei 25 giganti del WebSoft nel periodo 2015-2019 e nel primo semestre del 2020. Di queste aziende, 13 operano in massima parte nell’internet retailing – e-commerce, entertainment services, online travel e sharing mobility -, sette nella produzione di software e cinque nell’internet services, ossia nei rami social, search engine e web portal.

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Si tratta di aziende con sede per la maggior parte negli Stati Uniti (14 su 25). Sei si trovano in Cina, tre in Giappone e due in Europa. Nel quinquennio 2015-2019, le maggiori Software e Web Companies hanno più che raddoppiato il fatturato aggregato, registrando una performance complessiva di molto superiore a quella delle multinazionali del manifatturiero. Sono cresciuti anche gli utili, la forza lavoro e il valore di Borsa. Dati confermati anche nel primo semestre del 2020, che vede un incremento in termini di ricavi e profitti rispetto al medesimo periodo nel 2019.

© Grafico: Area Studi Mediobanca

Quinquennio 2015-2019: vola il fatturato dei giganti del WebSoft

Nel 2019 il fatturato aggregato delle 25 top aziende WebSoft ha toccato quota 1.014 miliardi di euro, vale a dire l’8% del giro d’affari totale delle multinazionali industriali mondiali. Crescono anche i ricavi, con tassi oltre 10 volte superiori rispetto a quelli della grande manifattura: +118,3% fra il 2015 e il 2019, contro il +10% delle multinazionali manifatturiere. A fare la voce sempre più grossa sono i primi tre player, Amazon, Alphabet e Microsoft, un club che da solo rappresenta la metà dei ricavi aggregati delle WebSoft. Amazon, in particolare, fa da sola un quarto del ricavo, con 249,7 miliardi raggiunti lo scorso anno. Si allarga anche la forbice fra i primi cinque operatori e gli ultimi cinque.

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Crescono in maniera significativa anche gli utili, arrivati a 146 miliardi di euro nel 2019. Una cifra che rappresenta il 15,6% delle multinazionali industriali mondiali. In media, dal 2015 al 2019, gli utili sono saliti del 24,1% all’anno. Meno positivi, invece, i dati sulla redditività industriale: nel 2019 l’ebit martin era del 16,3%, in calo di 1,6 punti percentuali rispetto al 2015. Dato comunque migliore di quello fatto registrare dalla grande manifattura, ferma al 10,9%.

Inoltre, nel quinquennio considerato, è aumentata anche la forza lavoro delle WebSoft. Lo scorso anno gli occupati erano 2,2 milioni in tutto il mondo, un milione in più rispetto al 2015. Tradotto in percentuali, si tratta di un netto +90,6%. Un valore impressionante, se si pensa al +3,8% che le multinazionali della manifattura hanno fatto segnare in termini di occupazione, dal 2015 al 2019. Degli oltre due milioni di dipendenti, 798mila avevano un contratto con Amazon, al termine dello scorso anno.

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Insieme agli altri parametri, cresce anche il valore in Borsa dei giganti di Software e Web, precisamente con un aumento medio del 20,1% all’anno, sempre considerando il periodo 2015-2019. Basti considerare che, a fine 2019, le prime 25 WebSoft valevano oltre otto volte rispetto all’intera Borsa Italiana e quasi il triplo di quella tedesca. La liquidità di queste aziende era di 520 miliardi di euro al termine dello scorso anno, circa un terzo del totale attivo.

© Seattle, città della sede principale di Amazon

Primo semestre 2020, quali conseguenza con il Covid-19?

Se la manifattura ha frenato a seguito dell’arrivo della pandemia (-11% rispetto al primo semestre 2019), il fatturato delle WebSoft continua a crescere. Segnando un +17% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. L’aumento dei ricavi ha interessato soprattutto gli ambiti che i lockdown hanno favorito: l’e-commerce, +31% rispetto allo stesso periodo del 2019, il Fintech (+26,1%), la sottoscrizione di abbonamenti (+24,6%) e l’offerta di servizi cloud, con un aumento del 22,2% sul primo semestre 2019. Calano invece i ricavi legati alla sharing mobility, -22%, e delle vendite online di viaggi e prenotazioni di alloggi, scese di oltre il 50%.

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Aumentano anche gli utili dei giganti del WebSoft: +16,6% rispetto al primo semestre del 2019. Un dato che ha permesso alle stesse WebSoft di raggiungere il record di 18 milioni di profitti netti medi al giorno, circa quattro volte in più rispetto alle multinazionali manifatturiere. In questi primi sei mesi del 2020 è aumentata anche la liquidità delle prime 25 del settore Web e Software, con un ritmo medio di +11 miliardi al mese: a fine giugno questa voce toccava 589 miliardi.

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Le multinazionali che hanno visto l’impennata più decisa dei propri ricavi sono state Nintendo, + 71,5%, Amazon, cresciuta del 33,5%, e Salesforce, in aumento del 29,5%. Una crescita intorno al 28% è stata fatta registrare anche da tre colossi cinesi, Alibaba, JD.com e Tencent. Considerando invece la redditività industriale, l’indice più positivo è segnato da Oracle (+39,4% nell’ebit margin), seguita da Nintendo e Microsoft, intorno al +36%.

© Foto: Pexels.com

Fiscalità agevolata e situazione in Italia

Circa metà dell’utile ante imposte delle WebSoft è tassato in paesi a fiscalità agevolata, per un risparmio fiscale cumulato di oltre 46 miliardi di euro nel periodo 2015-2019. Il tax rate effettivo delle 25 multinazionali WebSoft è quindi pari al 16,4%, al di sotto di quello teorico del 22,2%. Molto positiva poi è la situazione in Borsa per i giganti dei Software e del Web. Nei primi nove mesi del 2020 la loro capitalizzazione è aumentata del 30,4%. A fine settembre 2020, il valore più alto lo aveva Microsoft (1.357 miliardi di euro), seguito da Amazon a 1.345 miliardi e Alphabet, a quota 852 miliardi.

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Se si concentra lo sguardo sul panorama italiano, si osserva che le WebSoft possiedono controllate, situate soprattutto nelle province di Milano e Monza-Brianza. Il fatturato aggregato delle filiali italiane ha raggiunto, nel 2019, 3,3 miliardi di euro, ossia lo 0,3% del totale WebSoft. Sono inoltre più di 11mila gli occupati in questo settore, sei mila dei quali assunti dalle società del Gruppo Amazon. Le top del settore pagano infine al fisco italiano quasi 70milioni di euro lo scorso anno, per un tax rate effettivo del 32,1%. Amazon ci ha chiesto di ricordare che delle oltre 11mila unità impiegate nel settore web e software, 6.900 lavorano per il Gruppo. Sempre Amazon sottolinea che, se si considerano i dati comunicati da Amazon, che includono le due succursali delle proprie società lussemburghesi, oltre alle 9 società italiane mappate da Mediobanca, il fatturato totale generato da Amazon arriva a 4,5 miliardi, con oltre 84 milioni di tasse pagate. Tuttavia qualche tempo fa Repubblica faceva notare che tale cifra comprende anche gli oneri contributivi sugli stipendi dei dipendenti

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