Galaxy Note 20 Ultra 5G: Samsung mette tutto nel nome | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 2 novembre 2020 alle 12:30

Galaxy Note 20 Ultra 5G: Samsung mette tutto nel nome

Un terminale elegante, superdotato, pressoché impeccabile. Così l'azienda coreana fissa lo standard per l'eccellenza del mobile

Impeccabile, il Note 20 Ultra è un terminale impeccabile: non ha praticamente un punto debole, è l’espressione di quanto di buono è in grado di fare Samsung con uno smartphone. Allo stesso tempo, è un prodotto con una vocazione molto specifica: vi deve interessare il pennino che c’è lì, infilato all’interno del dispositivo e che ormai ha raggiunto piena maturazione, non dovete avere problemi con la sua taglia e dovete anche tenere presente che Samsung l’ha progettato per un pubblico di professionisti. Tutto questo per dire, comunque, che è davvero un prodotto eccellente: la cui unica pecca, se proprio non vogliamo definirlo impeccabile, è che forse la direzione presa dal settore diverge da quella storica e fin qui molto importante dei Note.

Bello da vedere

La cura che Samsung ha avuto nel design e nella costruzione del Note 20 Ultra è rimarchevole: ha un profilo più squadrato e spigoloso rispetto ai Galaxy S, ma non per questo il risultato è meno gradevole quando lo si impugna. Lo schermo arrotondato sui lati lunghi lo rende più comodo da afferrare, lo spessore non è eccessivo e il peso ben bilanciato (nonostante un comparto fotografico “importante”): è un prodotto molto bello, anche nella colorazione in prova che oscilla tra un bronzo e un oro rosa (mystic bronze il nome ufficiale) che è decisamente originale in un panorama di colori tutti uguali. L’unico limite del Note è nella sua stessa peculiarità: la taglia è importante, si sfiorano i 7 pollici (6,9 per la precisione), il peso da 208 grammi è super-leggero vista la diagonale, ma viene da domandarsi se è lecito parlare ancora di smartphone o se qui stiamo davvero andando verso il tablet.

C’è da domandarsi anche quale futuro possa ancora avere il Note: è un telefono eccezionale, mi vedrete scriverlo e ripeterlo, ma si fa fatica a tenerlo in tasca vista la dimensione. Samsung poi si sta muovendo verso i foldable, è l’azienda che più di tutte le altre ha scommesso su questa rivoluzione: ci sono ormai 2 generazioni di prodotti coreani di questo tipo già approdate in commercio, è difficile immaginare che Samsung non decida di perseguire quel tipo di soluzione per mettere a disposizione diagonali sempre più ampie al pubblico. Il Note ha avuto un ruolo fondamentale nell’alzare l’asticella della qualità e delle aspettative del pubblico: forse però il concetto di phablet con lo stilo ha fatto il suo tempo, ma questo non significa che non valga la pena dare un’occhiata e prendere in considerazione l’acquisto di questo prodotto.

Mettiamo da parte quindi queste considerazioni di scenario e torniamo a parlare delle doti del Note 20 Ultra. Come detto il modulo fotocamera – tripla, con zoom a periscopio – è decisamente sporgente e ha anche una forma molto squadrata tanto da creare uno stacco evidente con il resto della sagoma posteriore: qui andiamo sul gusto personale, personalmente non mi è dispiaciuto questo aspetto che ripeto non penalizza il bilanciamento complessivo del dispositivo. Davanti il pannello AMOLED da 120Hz da 6,9 pollici domina in modo pressoché totale il frontale: la fotocamera è quasi impercettibile in un piccolissimo foro centrale, lì in alto, ed è decisamente la soluzione più elegante per garantire una simmetria gradevole agli occhi anche grazie a cornici ridottissime.

Lo studio su come piazzare la S-Pen nel corpo del telefono ha raggiunto di fatto la perfezione: lo stilo è letteralmente incastonato sul fondo, accanto alla porta USB-C e piazzato nell’angolo opposto all’altoparlante di sistema, il meccanismo di estrazione è facile da azionare ma difficilmente si attiverà per caso. Non sono un gran fan degli appunti presi scrivendo sullo schermo, ma è indubbio che Samsung abbia fatto un gran lavoro: si estrae lo stilo e si può iniziare subito a scrivere anche senza sbloccare il device, c’è un software studiato nei minimi dettagli che permette di allineare il testo in modo razionale, in arrivo c’è pure l’integrazione con OneNote di Microsoft e non mi è mai capitato di sperimentare alcun problema nella carica o nella funzionalità della S-Pen.

Il telefono che diventa PC

Sul Galaxy Note 20 Ultra 5G la cura del software si è mossa soprattutto, comunque, nella sua integrazione in un flusso di lavoro di chi mangia digitale a colazione, pranzo e cena. Samsung è l’azienda più avanti di tutte nell’integrazione dei suoi smartphone Android (di fascia alta) all’interno dell’ecosistema Windows: si può letteralmente controllare il telefono dal desktop via mouse e tastiera, con una sorta di emulazione totale che viene fornita direttamente da strumenti integrati da Microsoft nel suo sistema operativo e che Samsung ha ottimizzato al meglio, e non posso che confermare che il lavoro svolto è di ottimo livello. Poi c’è DEX, ovvero la possibilità di collegare lo smartphone a monitor, tastiera e mouse e ottenere un desktop vero e proprio: tecnicamente affascinante, funziona bene, ma mi continuo a domandare chi è che giri con tastiera e mouse nello zaino – non ha più senso portarsi dietro un laptop vero?

Ribadendo comunque quanto detto già in principio di questo racconto, ovvero che Samsung questo telefono lo immagina nella tasca della giacca di un professionista che lo userà al 100%, prendiamo però in esame anche lo smartphone in sé. La One UI, l’interfaccia di Samsung, ha fatto passi avanti importanti negli anni e oggi è senz’altro tra le più perfezionate tra tutte quelle in circolazione: minimalista nel design, raffinata nelle animazioni e ben studiata nelle forme e nella disposizione degli elementi, non è la mia preferita in assoluto ma è indubbio che sia un punto di forza del pacchetto. E poi lo schermo che monta questo Note 20 Ultra è in grado di esaltarla: è forse il pannello migliore che abbia visto su uno smartphone, si ha quasi l’impressione di toccare le icone quando lo si utilizza. Unica pecca: funziona bene a 120Hz, ma il refresh massimo non è supportato alla risoluzione UHD che pure sarebbe supportata dal pannello.

 

Sotto il cofano c’è poco da discutere: il processore è il casalingo Exynos 990, che come performance è più che adeguato (ma più energivoro della concorrenza: sì, avrei preferito uno Snapdragon 845), abbinato a 12GB di RAM e 256GB di storage (espandibile). La batteria da 4.500mAh è anch’essa adeguata: un po’ meno il caricabatterie da “solo” 25W che non sono un valore in assoluto scadente ma, considerato che comunque il consumo di schermo e processore sono importanti, le classiche ricariche splash-and-go di pochi minuti che chi usa tanto il cellulare è abituato a prevedere andrebbero sfruttate al massimo.

Infine c’è la fotocamera posteriore: che conta su un sensore principale da 108 megapixel, su un grandangolare da 12 megapixel e su un tele 5x ottico con sempre 12 megapixel a disposizione. La messa a fuoco laser assicura performance ottime, così come la stabilizzazione garantisce soprattutto video di ottimo livello (con e senza modalità super: con quest’ultima che però ripiega sull’ultrawide e perde qualcosa in qualità, soprattutto alla sera quando servirebbe di più): non so chi usi davvero gli 8K, che comunque sono a disposizione, mentre ripiegando sul più comune 4K o 1080p si ottengono risultati sorprendenti parlando di smartphone. Non è il miglior telefono-fotocamera su piazza, ma non delude quasi mai le aspettative: promosso anche su questo punto.

 

Nel complesso, vale la pena ribadire ancora una volta che il Note 20 Ultra è pensato soprattutto come strumento di lavoro: serve ad avere tanti pixel e tanti pollici per visualizzare contenuti, per questo ha uno schermo fantastico e una memoria capiente. Si difende alla grande anche quando si parla di contenuti multimediali, per le stesse ragioni: ha un bello schermo e anche l’audio è di buona qualità. La parte telefonica è di ottimo livello: non saprei cos’altro chiedere a uno smartphone. Se poi siete abituati a lavorare in ambiente Microsoft, questo è il terminale Android che a oggi ho trovato meglio integrato in quell’ecosistema.

Costa tanto: costa il giusto?

Quando guardiamo al Note 20 Ultra 5G, guardiamo al più raffinato smartphone che Samsung abbia a listino fin qui: teniamo da parte i foldable, che fanno parte di un’altra categoria (anche di prezzo), diciamo che se mi chiedeste oggi qual è il miglior smartphone su piazza senza badare a spese di sicuro inserirei questo Note sul podio. Lo farei a ragion veduta: per lo schermo, per le performance, per la fotocamera, per come lavora con le app di Office e con Windows. A essere sincero, l’autonomia e la ricarica da 25W non mi fanno impazzire: ma parliamo di una sbavatura, di certo non di un problema tale per il quale si dovrebbe sconsigliarne l’acquisto.

Acquisto che poi va attentamente ponderato, visto che costa di listino 1.329 euro: certo su strada il prezzo è già calato sotto i 1.000 euro, ma parliamo comunque di una bella spesa. E quando bisogna impegnarsi per acquistare un terminale, bisogna anche esser certi che durerà a lungo: da questo punto di vista Samsung sta dando prova di essere più attenta di un tempo ai propri clienti, aggiornando in modo costante e puntuale i suoi smartphone (non solo con le patch di sicurezza mensili), e offrendo in questo Note 20 Ultra un buon concentrato di capacità tecniche, potenza di elaborazione, qualità fotografiche. Se col telefono ci lavorate, dunque per voi è un investimento, sappiate che il Note 20 non vi deluderà praticamente da nessun punto di vista.

 

Come già anticipato, questo Note 20 ha un po’ il sapore dell’ultimo capitolo di una storia: forse ci saranno altri Note nel futuro, ma è difficile immaginare che il concept possa essere stravolto, o che si possano aggiungere chissà quali altre funzioni. Ci sarà una fotocamera migliore, ci sarà una batteria migliore, ci sarà un caricabatterie più veloce: ma nel complesso ci siamo, ormai questa categoria ha raggiunto la definitiva maturazione. Più probabile che Samsung magari decida di trasportare il principio della S-Pen su un foldable, magari sullo Z Fold 3 in uscita nel 2021, e a quel punto se gli schermi pieghevoli saranno diventati abbastanza affidabili e resistenti potremmo dover dire addio al Note come lo abbiamo conosciuto: fino ad allora, questo Note 20 Ultra 5G è assieme al Galaxy S20 l’incarnazione dello stato dell’arte di ciò che Samsung è in grado di fare con gli smartphone. E assieme ad Apple con iPhone, e in misura differente anche con Huawei con i suoi P e Mate, fissa una volta per tutte gli standard di come gli smartphone dovrebbero essere.

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