«Covid? È influenza», «Kim, il mio bottone è più grosso»: Trump in 5 tweet
single.php

Ultimo aggiornamento il 2 novembre 2020 alle 12:53

«Covid? Influenza» e «Kim, il mio bottone è più grosso»: Trump in cinque tweet

Tra poche ore gli USA andranno al voto. Ripassiamo gli ultimi quattro anni su Twitter

Riassumere quattro anni di presidenza in una manciata di tweet. Con Donald Trump, soprannominato il Twittatore in capo, non è stato poi così difficile. Oltre allo Studio Ovale, il 45esimo Presidente degli Stati Uniti governa e – soprattutto – comunica attraverso il social network dei 480 caratteri. Seguito da quasi 90 milioni di follower, ha scandito il proprio incarico a colpi di tweet, usando un linguaggio tutt’altro che diplomatico. A poche ore dalle elezioni che stabiliranno se Trump sarà riconfermato oppure sostituito dal democratico Joe Biden alla guida degli USA, ecco cinque post per ripassare alcuni passaggi chiave degli ultimi anni.

Trump e il coronavirus

Il mondo è rimasto con il fiato sospeso quando, a inizio ottobre, Trump ha comunicato di essere risultato positivo al coronavirus. Il presidente USA, fortunatamente, non ha vissuto giorni drammatici come il primo ministro britannico, Boris Johnson, finito in terapia intensiva la scorsa primavera. E forse anche per questo la sua narrazione non è cambiata di una virgola. Pochi giorni dopo la notizia bomba, Trump ha scritto su Twitter che il Covid 19 è come, se non meno grave dell’influenza. Il social network ha bollato il tweet (ancora visibile) come contenuto che viola le regole della piattaforma.

Il retweet della discordia

Utilizzando Twitter come forse nessun altro capo di Stato al mondo, Donald Trump spesso si è comportato come un cittadino comune sui social network, senza tenere in considerazione il potere che esercita e rappresenta. L’ultimo caso è offerto da un suo retweet di un post pubblicato da un sostenitore di teorie cospirazioniste, secondo cui Bin Laden sarebbe ancora in vita. Non solo: il post (pubblicato qui sotto) suggerisce che durante la presidenza Obama – Biden era vicepresidente – furono uccisi alcuni Navy Seals per coprire la falsa morte di Bin Laden. Fake news, sbugiardate da fatti e da prove del DNA. Ma se a condividere tesi simili sui social è l’inquilino della Casa Bianca come ci si deve comportare?

Il bottone e il rapporto con Kim

Per quanto riguarda la politica estera, anche in questo campo Trump si è distinto per un linguaggio davvero fuori dal comune. Il successo diplomatico di esser riuscito a dialogare faccia a faccia Kim Jong-un è un fatto. Così come lo è il modo macista con cui il capo della Casa Bianca si è più volte rivolto al dittatore coreano. Torniamo al 2018: quando Kim ha minacciato di aver pronto sulla sua scrivania il bottone per far scoppiare una guerra nucleare contro gli USA, Trump ha reagito alla propria maniera. «Il mio bottone è più grande e più potente del suo», recitava un suo tweet. Le schermaglie social con il dittatore erano partite già nel 2017, quando il presidente apostrofò Kim come Rocket Man.

Assembramenti vs Biden

Uno degli ultimi tweet che ha fatto più scalpore è stato un video pubblicato il 28 ottobre. Sono due filmati messi a confronto in contemporanea: sopra una folla festante in visibilio mentre l’elicottero presidenziale atterra per portare Trump a un comizio; sotto il candidato dem, Joe Bide, mentre scende le scale per raggiungere un giardino dove pochissime persone sono riunite dentro cerchi per garantire il distanziamento sociale.

Leggi anche: Trump vs Biden, si vota domani. Ma sui social non c’è partita

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter

  • Ti potrebbe interessare anche