Ghostrunner, il Blade Runner - Cyberpunk 2077 di una startup polacca
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Ultimo aggiornamento il 3 novembre 2020 alle 13:21

Ghostrunner, il Blade Runner – Cyberpunk 2077 di una startup polacca

La software house indipendente One More Level ci delizia con un Mirror's Edge fantascientifico in cui non mancano combattimenti con la katana

È davvero incredibile quanto un’opera come Blade Runner abbia modificato per sempre l’immaginario fantascientifico occidentale. Prima, forse, c’era riuscito solo Metropolis di Fritz Lang. Oggi non si può pensare a un futuro remoto evitando di cadere nei cliché delle fredde strutture in metallo, dell’ancor più fredda luce al neon delle insegne (ovviamente orientaleggianti) e del freddo agire di robot e replicanti. Il futuro che ci aspetta, inutile a dirlo è un posto freddo. Ci scommette anche la startup polacca, con sede a Cracovia, One More Level, già responsabile di giochi come Warlocks vs Shadows, Deadlings e Race to Mars, ma ora impegnata con il suo videogame più importante: Ghostrunner.

 

Evoluzioni circensi futuristiche

Ghostrunner sostanzialmente è un Mirror’s Edge che si è fuso con le atmosfere di Cyberpunk 2077, ma che non manca di richiami verso altri videogame fantascientifici. Per esempio, a noi diverse ambientazioni e le lotte con la katana ci hanno ricordato pure Red Steel II di Ubisoft. Ma torniamo al gameplay. Con un “progenitore” come Mirror’s Edge, Ghostrunner non poteva che essere un titolo funambolico e adrenalinico. Di fatto un simulatore di parkour in salsa fantascientifica. Vi abbiamo preparato alcune animazioni per coglierne appieno la portata, che certamente non può essere espressa altrettanto bene a parole.

Si scivola sotto gli ostacoli, si scavalcano parapetti, ci si appende a cavi come nemmeno Spider-Man, si corre in verticale lungo i muri e si piomba sui nemici con l’agilità di un gatto. Anzi, di un ninja. Perché in Ghostrunner noi saremo proprio chiamati a impersonare ciò che resta – ed è stato resuscitato – di un ninja robot. Siamo in un futuro lontano, l’umanità è stata decimata da un cataclisma e vive ormai rinchiusa in un unico grattacielo, la Dharma Tower. Una sorta di metropoli condominiale. E se già è difficile vivere in un condominio, figuratevi cosa può voler dire stipare nello stesso palazzo ciò che resta della nostra razza. E infatti la convivenza forzata ha portato chi detiene l’ordine a suddividere i sopravvissuti in rigide classi sociali (i più poveri stanno ovviamente negli scantinati, i più ricchi in zona attico) e ad amministrare la giustizia con il pugno di ferro.

Ma non è sempre stato così: ai tempi dell’Architetto, fautore di quest’Arca di Noè a forma di grattacielo, le cose erano migliori. Vent’anni prima dei fatti narrati in Ghostrunner l’Architetto fu tradito e ucciso dalla sua amica Mara, che prese il potere diventando la Custode delle Chiavi. E qui entra in gioco il nostro cyber ninja: lui era la guardia del corpo dell’Architetto, ma fallì miseramente. Venne disattivato e scaraventato dall’ultimo piano del palazzo futuristico. I suoi pezzi, però, furono raccolti dalla resistenza e riassemblati alla meno peggio. Ora sono riusciti a riattivarci. Il nostro alter ego robotico, però, non ha la minima consapevolezza di sé e questo è un bel problema, perché non sa più attivare molte delle sue mosse speciali, che andranno quindi sbloccate nel corso dell’avventura, a mano a mano che recupererà i propri “ricordi”.

Insomma, tra piattaforme semoventi, altre sospese nel vuoto, muri su cui rimbalzare e oggetti circensi cui appendersi, Ghostrunner è un Super Mario (ehm, forse più un Prince of Persia…) in prima persona in cui la coordinazione oculo-manuale è essenziale per non cadere nel baratro. Per fortuna ci sono diversi checkpoint ma non vi nascondiamo che alcune sessioni della produzione 505 Games sono un pochino frustranti, dato che si ha davvero poco tempo per capire cosa fare, dove andare e visualizzare se c’è un appiglio nei paraggi cui indirizzare il nostro rampino. Talvolta si precipita proprio perché il rampino non fa il suo dovere, mancando clamorosamente il gancio e lasciandoci il dubbio se sia stata colpa nostra o degli sviluppatori. Anche le boss fight sono caratterizzate dalla medesima difficoltà. Non aspettatevi un titolo facile. Anzi.

 

 

Disponibile su PlayStation 4, Nintendo Switch, Xbox One e ovviamente Microsoft Windows (via Steam), Ghostrunner è con ogni probabilità la sorpresa di questo periodo autunnale. È incredibile come una startup di appena 30 persone sia riuscita a confezionare un titolo tanto solido dal punto di vista del gameplay e impattante sotto il profilo artistico. Un plauso, poi, al doppiaggio e all’ottima colonna sonora.

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