Tutte le cadute prima dell'ascesa. Ora Musk è il Paperone numero 2
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Ultimo aggiornamento il 25 Novembre 2020 alle 6:26

Tutte le cadute prima dell’ascesa. Ora Musk è il Paperone numero 2

Superato Bill Gates. Ora davanti c'è soltanto Jeff Bezos. Ma come ha fatto?

Un anno da incorniciare per Elon Musk. Non soltanto la sua azienda Tesla ha raggiunto il traguardo della milionesima auto elettrica prodotta. SpaceX, l’ex startup che ora è fornitore della NASA, è stata la prima azienda privata ad aver portato sulla Stazione Spaziale Internazionale un gruppo di astronauti dell’agenzia USA. Come se non bastasse l’imprenditore ha stupito il mondo con Neuralink, una nuova tecnologia che, impiantata nel cervello tramite chip, servirebbe al genere umano per non essere travolto dallo strapotere dell’intelligenza artificiale. Tutto questo mentre gli Stati Uniti venivano (e sono ancora) travolti dall’emergenza coronavirus: nei mesi scorsi Musk ha riconvertito parti delle sue aziende per avviare la produzione di ventilatori polmonari da donare agli ospedali del paese. In meno di dodici mesi è successo tutto questo. Forse averlo elencato aiuta a capire come mai oggi Elon Musk abbia superato Bill Gates, diventando il secondo uomo più ricco al mondo con un patrimonio stimato di 127,9 miliardi di dollari.

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Musk: come ci è arrivato

Personaggio pubblico discusso, in grado di suscitare ammirazione acritica quanto cieca gelosia, Elon Musk ha aumentato in meno di un anno il suo patrimonio personale di 100 miliardi. A gennaio era soltanto il 35esimo uomo più ricco al mondo, che poteva vedere Jeff Bezos – il più ricco di tutti – col binocolo. Ora che le azioni di Tesla volano e gli affari vanno a gonfie vele, è bene ricordare quali sono stati i momenti più difficili della carriera professionale di Elon Musk.

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Le origini: PayPal

Oggi è una delle app di pagamenti digitali più importanti al mondo. Ma forse non molti sanno che dietro PayPal c’è Elon Musk. Quando l’azienda si chiamava X.com, l’imprenditore era l’amministratore delegato di un servizio che, pur raccogliendo sempre più utenti, aveva grossi problemi di infrastruttura tecnologia. La vicenda è spiegata nel libro di Ashlee Vance, dove viene raccontata tutta la storia di Musk. A inizio millennio alcuni dipendenti di X.com decisero di attuare «uno dei golpe più disgustosi nella lunga e illustre storia di golpe disgustosi della Silicon Valley». Si riunirono per convincere il cda a defenestrare Musk e cambiare CEO. L’imprenditore fu avvisato della novità a conti fatti.

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Nonostante questo, come spiega Vance, «è stato soprattutto grazie alla guida di Musk che PayPal è sopravvissuta allo scoppio della bolla delle dot.com, è diventata la prima IPO di grande successo dopo gli attacchi dell’11 settembre e poi è stata venduta a eBay per una cifra astronomica mentre il resto del settore tecnologico era sprofondato in crisi». Mentre la bolla di internet scoppiava a inizio millennio, con startup e CEO spazzati via, Elon Musk ha dunque posto le basi per il successo nei vent’anni successivi.

SpaceX e Tesla

SpaceX è Elon Musk. Quando l’ha fondata nel 2002 non aveva che una dozzina di dipendenti e l’ambizione di rivoluzionare il settore aerospaziale. Allo stesso tempo il primo decennio del nuovo secolo vedeva l’imprenditore attivo anche con Tesla, l’industria che prima di tutte ha puntato su veicoli interamente elettrici quando la sostenibilità era materia di nicchia. Tuttavia, alla fine del 2007, un blog della Silicon Valley, Valleywag, iniziò a puntare contro Musk, facendogli perdere credibilità. Tesla venne definita dalla testata come il fallimento “numero uno” dell’anno tra tutte le aziende tech. Nel frattempo la Roadster di Tesla non era ancora arrivata sul mercato e la stampa continuava a dubitare delle reali capacità del CEO.

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Come se non bastasse c’erano grossi problemi anche con SpaceX. Il 2 agosto del 2008 fu una giornata nera per l’azienda. «Il Falcon 1 si librò in cielo – scrive Vance nel suo libro – con un decollo spettacolare e senza ombra di problemi. I dipendenti che assistevano a un webcast dalla California esultarono e applaudirono. Poi si verificò un’avaria». Fallimento completo che portò allo sconcerto. Una selezionatrice di SpaceX parlò di quello come del giorno più brutto della sua vita. «Non capita spesso di vedere piangere degli adulti, ma quel giorno piangevano», le sue parole. In quegli anni, quando la crisi economica iniziava a mordere, molti pensavano che per Musk fosse arrivata la fine.

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Fonte: profilo Twitter Tesla

Multe e vetri rotti

Elon Musk adora usare Twitter. Chi lo segue sa che i suoi post possono contenere sfottò, lampi di genio oppure semplici pensieri offerti ai suoi milioni di follower. L’utilizzo del social network tuttavia gli è costata una multa da 20 milioni di dollari per mano della SEC, l’autorità che negli USA vigila sul mercato finanziario. Il motivo sta proprio nella pubblicazione di un tweet in cui l’imprenditore annunciava l’intenzione di togliere Tesla dalla Borsa, generando il panico tra gli azionisti. Alla luce di quell’evento, Musk fu costretto a rinunciare alla carica di Presidente dell’azienda.

Sempre di Tesla parliamo per citare un ultimo episodio emblematico della storia imprenditoriale di Musk: la rottura del vetro del Cybertruck, un suv elettrico presentato in mondo visione lo scorso anno. Il test del lancio di una sfera di acciaio contro un finestrino – per testarne l’indistruttibilità – finì male. Meglio, in mille pezzi. Molti ci videro una clamorosa figuraccia, l’ennesima conferma che l’imprenditore fosse soltanto bravo a vendere fumo. Nelle ore e nei giorni successivi alla notizia, alcuni giornalisti si resero però conto del fatto che quel siparietto aveva garantito a Tesla e a Musk quintali di pubblicità gratuita. In più di vent’anni di attività l’uomo si è sempre scontrato con chi non accettava la sua visione del mondo e di come portarvi innovazione. Ora ha anche imparato anche a farsene beffe. E quei 127,9 miliardi di dollari nel portafoglio non fanno che dargli ragione.

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