Drawn to Life: Two Realms, l'eroe del gioco? Me lo disegno io
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Ultimo aggiornamento il 16 Dicembre 2020 alle 6:18

Drawn to Life: Two Realms, l’eroe del gioco? Me lo disegno io

Un po' Super Mario Maker, un po' Rpg, questo titolo bizzarro per Nintendo Switch, Android, Microsoft Windows e iOS vi permette di creare personaggi e livelli

In genere alle console sempre più potenti, sorrette da una sempre maggiore capacità di calcolo, tendiamo a chiedere un’unica cosa: farci vivere in ambientazioni dalla grafica fotorealistica. Non ci rendiamo conto che tutta questa potenza potrebbe essere usata per personalizzare al massimo l’esperienza di gioco. Come, per esempio, dandoci la possibilità di creare i nostri livelli e, perché no, pure il nostro alter ego. E non parliamo del solito tool in cui si assembla l’eroe limitandosi a intervenire su parametri prestabiliti, ma dell’opportunità di disegnarlo come se stesse scarabocchiando sulla carta. Su questo principio si fonda Drawn to Life: Two Realms.

 

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Sviluppato dalla startup newyorkese Digital ContinueDrawn to Life: Two Realms è il seguito di un titolo, Drawn to Life, uscito diversi anni fa (tantissimi: 2007) su Nintendo DS. All’epoca aveva sbalordito proprio perché offriva idee tagliate su misura per rendere al meglio sul curioso bivalve giapponese: stylus alla mano, consentiva di disegnare diversi elementi del gioco attraverso il touch screen. Non è un mistero che sulla base di quel gameplay 5th Cell e Warner Bros. Interactive ci abbiano tessuto su un titolo che ha avuto molto più successo: Scribblenauts. Il touch screen è sopravvissuto anche su Switch, tuttavia l’assenza di stylus non rende altrettanto agevole disegnare da zero il proprio protagonista e in Drawn to Life: Two Realms si finisce per usare i pezzi preconfezionati dagli sviluppatori.

Ancora una volta ci ritroveremo a spasso per Rapoville, universo dei Raposa, piccoli esseri simili a rape conosciuti nel passato episodio, ma questa volta potremo muoverci – più o meno a piacimento – con Belleville, cittadina abitata dagli umani che non hanno affatto idea dell’esistenza dei Raposa. Sono i due reami cui fa riferimento il gioco nel titolo. Per tutta l’avventura dovremo saltellare da una città all’altro completando le missioni che ci verranno affidate da entrambi i popoli. Sarà un po’ come costruire un ponte aggiungendo un blocchetto ora da un lato, ora dall’altro: sulle varie missioni impalcherete infatti quelle più grandi che vi porteranno a salvare entrambi i regni.

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Le missioni altre non sono che sequenze di puro platform a scrolling orizzontale (il resto del gioco ha invece una visuale isometrica come gli RPG di un tempo). Qui per uscire vivi dalle stanze e completare le missioni bisognerà ora eliminare tutti i nemici presenti, ora rinchiuderli nei recinti ora semplicemente raggiungere la via di fuga. C’è pure una variante stile Super Mario Maker che vi chiederà di intervenire direttamente sulla composizione dello stage, ovviamente con logica, in base alle richieste dell’NPC di turno, quindi non si è mai davvero liberi di editare.

Insomma, Drawn to Life: Two Realms, ultima fatica dello studio del Queens (New York), prodotta da 505 Games, è un bizzarro miscuglio di generi che riuscirà a divertire soprattutto i giocatori più giovani, cui è palesemente indirizzato fin dallo stile grafico. Il suo debutto in pieno dicembre lo rende un’ottima idea regalo per tutti i bimbi che si stanno addentrando nel mondo dei videogames.

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