CES2021 | Com'è fatto il Galaxy S21, e perché | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 14 Gennaio 2021 alle 18:10

CES2021 | Com’è fatto il Galaxy S21, e perché

Il nuovo smartphone di casa Samsung è diretta evoluzione del modello 2020. In attesa di fare il grande salto, finale, verso un'offerta tutta pieghevole

L’evoluzione della specie: il nuovo Galaxy S21 in tutte le sue varianti è il proseguimento di un percorso ormai consolidato, quasi cristallizzato nel suo design e nelle caratteristiche tecniche, che anno dopo anno continua ad affinare un prodotto che da anni si pone ai vertici della categoria smartphone. Non si possono fare miracoli, d’altra parte, in un format che ormai appare definitivo: tuttavia, come spesso detto, sfornare un prodotto di fascia alta non è un’attività banale e restare al vertice offrendo uno smartphone privo o quasi di sbavature è un lavoro riservato a una manciata di aziende. Per questo il pubblico e gli addetti ai lavori sono sempre attenti al Galaxy Unpacked di Samsung: quest’anno decisamente anticipato, per farlo coincidere con il CES di Las Vegas, ma pure per arrivare in un certo senso “primi” in un 2021 che vedrà cambiare definitivamente i rapporti di forze nel settore.

 

Com’è fatto il Galaxy S21

Non si può reinventare ogni anno la ruota, il formato “candybar” per gli smartphone è rimasto più o meno lo stesso dal lancio di iPhone in avanti: il principale cambiamento avvenuto negli ultimi anni è stata la sparizione delle cornici dello schermo frontale (con annessa sparizione di pulsanti fisici e l’incorporazione della selfie camera prima nei notch, poi nei punch-hole), e l’introduzione di fotocamere posteriori sempre più sofisticate (e in numero sempre maggiore) per trasformare un telefono sempre di più in una fotocamera tascabile. Per questo, Galaxy S21 resta piuttosto fedele anche all’approccio estetico che avevamo visto lo scorso anno su Galaxy S20 e Note 20: ci sono ovviamente delle differenze sul piano tecnico, ma non aspettatevi di vedere novità incredibili in tal senso.

Cominciamo proprio dal piccolo di casa, il Galaxy S21: il primo dei tre modelli lanciati oggi è quello con le specifiche più semplici da raccontare, partendo da un bello schermo AMOLED da 6,2 pollici con risoluzione FullHD+ (2400×1080) con refresh adattivo da 120Hz, protetto da un vetro Gorilla Glass Victus e incorniciato in una scocca di metallo. Curiosa la decisione di differenziare questo modello dai fratelli maggiori per quanto attiene i materiali nel posteriore: sembra che il coperchio sia in plastica, niente di tragico sul piano pratico ma è senz’altro una differenza da sottolineare – e forse legata anche al desiderio di tenere basso il peso, che resta attorno ai 170 grammi. Fotocamera frontale incastonata nello schermo, 10 megapixel in un punch-hole davvero minuscolo; tripla fotocamera posteriore in quello che è ormai un classico schema “a semaforo”, con un sensore da 12 megapixel per la grandangolare (f/1,8), 12 megapixel per la ultrawide (f/2,2) e infine 64 megapixel per lo zoom 3x.

La batteria integrata è da 4.000mAh (ricarica tramite super-fast charging da 25W, ma niente alimentatore nella confezione come sugli iPhone), è disponibile anche la ricarica wireless e non manca anche la ricarica wireless inversa. Audio stereo, c’è il 5G e pure il WiFi6. La scheda tecnica si completa citando gli 8GB di memoria RAM e lo storage integrato da 128 a 256 gigabyte, e ovviamente citando il nuovo processore Exynos2100 che la stessa Samsung ha appena presentato: è un SoC molto importante per l’azienda coreana, visto che potrebbe segnare una svolta in fatto di peso specifico di Samsung stessa nel settore se le promesse saranno mantenute. È realizzato con tecnologia 5nm allo stato dell’arte, si compone di tre core-cluster di cui uno costituito da un Cortex-X1 da 2,9GHz che dovrebbe garantire performance notevoli, incorpora una NPU tri-core dedicata al machine learning, ma soprattutto integra un modem 5G come fin qui han fatto solo un paio di altre soluzioni.

E poi c’è un ISP (image signal processor) sviluppato apposta per dare il massimo in campo fotografico: così si può aggiungere l’effetto bokeh anche nelle foto alla sera, per creare ritratti più belli da vedere, o estendere il riconoscimento dei visi a quelli umani o a quelli degli animali domestici. O ancora per girare video in risoluzione 8K e catturare al volo scatti a quella stessa risoluzione, o per avere anteprima in tempo reale delle inquadrature di tutte le fotocamere posteriori: la chiamano “director view”, e dimostra che lo smartphone è in grado di gestire in contemporanea più flussi provenienti dai diversi sensori, a dimostrazione della potenza in gioco.

 
 

Negli anni passati, difficilmente il gradimento del pubblico è andato sulle versioni Exynos degli smarpthone Samsung: le varianti con a bordo i Qualcomm Snapdragon hanno finito quasi sempre per farsi preferire grazie a un pizzico di potenza in più e soprattutto autonomia superiore delle singole ricariche della batteria. Questa volta Samsung scommette di poter fare meglio, di poter convincere i suoi clienti che Exynos è quanto di meglio possa offrire oggi il mercato, montato su uno smartphone che è quanto di meglio il mercato possa offrire. Vedremo con il telefono tra le mani se ciò sarà vero, ma è senza dubbio un’ambizione che a Seoul coltivano da un bel pezzo.

I fratelli maggiori: S21 Plus e S21 Ultra

Le dimensioni contano: soprattutto per quanto attiene la possibilità di inserire nel corpo di uno smartphone più elementi (come una fotocamera in più, o una batteria più ampia), e dunque offrire una performance superiore agli utenti. Il problema, con gli smartphone, è che la crescita costante delle diagonali degli schermi li ha resi oggetti sempre più ingombranti nelle mani e nelle tasche degli utenti. Pare che ciò non costituisca particolare preoccupazione per Samsung, che anche quest’anno vuole fare un passo in più per quanto attiene la taglia dei suoi Galaxy.

 

Iniziamo dal Galaxy S21 Plus: 6,7 pollici di AMOLED con risoluzione FullHD+ (2400×1080), sempre con Gorilla Glass Victus, ma in questo caso davanti e dietro il telefono, con sempre una scocca di metallo per offrire un touch-and-feel premium. La batteria cresce fino a 4.800mAh, ma il resto delle specifiche rimane inalterato rispetto all’S21 base: c’è la certificazione IP68 per polvere e liquidi, stesso comparto fotocamere davanti e dietro, stessa memoria RAM e storage, solo il peso sfonda il muro dei 200 grammi.

Discorso diverso per il Galaxy S21 Ultra: ultra in tutto, a cominciare dal pannello AMOLED da 6,8 pollici con risoluzione WQHD+ (3200×1440) che quest’anno pare sia in grado di operare a 120Hz anche alla massima risoluzione (era uno dei pochi limiti dello scorso anno anche sui Note), passando dalla batteria da 5.000mAh e finendo ovviamente alla dotazione di memoria di ben 12 o addirittura 16GB per quanto attiene la RAM, fino a 512GB di storage. Da sottolineare che in questo caso il display fa un passo in più sul concetto di refresh adattativo: si parte da appena 10Hz, per le immagini statiche, fino ai già citati 120Hz per i movimenti rapidi, abbattendo ulteriormente i consumi a tutto vantaggio della massima risoluzione. Nell’Ultra, Samsung ha anche aggiunto un layer Wacom: benvenuta S-Pen sui Galaxy S, e ciò segnerà probabilmente l’addio al Note.

Passando alla fotocamera, qui si fa il vero salto in avanti: 40 megapixel per la selfie-camera, 108 megapixel per la camera posteriore principale (Samsung sottolinea che è una nuova versione del sensore da 108 megapixel, con capacità amplificate al buio grazie a matrici di 9 sotto-pixel per ciascun pixel RGB di cui è composto), due zoom (di cui uno periscopico 10x) con due sensori da 10 megapixel e infine un ultrawide con 12 megapixel e autofocus a disposizione. Il tutto abbinato a messa a fuoco laser che misura anche il time of flight (ToF), alla capacità di elaborare file RAW da 12bit e scatti HDR sempre a 12bit, girare video con tutti i sensori a 4K 60fps, uno zoom ibrido fino a 100x con stabilizzazione migliorata (e un supporto software per inquadrare più facilmente il soggetto), e molto altro.

Quando diciamo che i dettagli fanno la differenza, c’è un esempio che accomuna S21 Plus e Ultra che lo illustra al meglio: entrambi, a differenza dell’S21 base, incorporano connettività UWB per il tracking degli oggetti. Non si tratta di una prima volta in assoluto in questo settore, ma è molto significativo: Samsung ha integrato questa feature nel suo software per rintracciare i dispositivi di casa smarriti (SmartThing Find), e se utilizzato assieme ad altri device come le appena annunciate Galaxy Buds Pro si potrà rintracciare l’auricolare cascato nella fodera del divano con semplicità, semplicemente seguendo l’AR direttamente sullo schermo dello smartphone. Sono dettagli che ti puoi permettere di sviluppare ed affinare se hai già consolidato e rodato tutti i fondamentali: al momento sulla piazza sono, di nuovo, solo un paio i marchi capaci di fare altrettanto.

La nuova One UI, prezzi e disponibilità

La versione 3 dell’interfaccia di casa, One UI, segue il percorso tracciato da Samsung stessa al lancio della stessa e da molti altri marchi nel settore: grafica semplificata e raggiungibile facilmente da pollici e altre dita, effetti traslucidi per la grafica, modalità gaming per ottimizzare le sessioni di gioco, continuity tra smartphone-tablet-PC, e chi più ne ha più ne metta. Anche questo è un percorso possibile per chi ha gettato delle buone basi, e senz’altro One UI è stata una svolta importante per Samsung: non tutte le idee messe in pratica sono totalmente originali (la cancellazione degli estranei nelle foto l’aveva mostrata per prima Huawei), ma è l’unione di tutto quanto c’è in uno smartphone come il Galaxy a fare la differenza.

Veniamo a prezzi e disponibilità. Sorprendentemente e con piacere rileviamo che quest’anno non ci sarà da attendere per i nuovi Galaxy, saranno subito in vendita a partire dal 14 gennaio (oggi stesso) nei canali digitali e fisici. Iniziamo dall’S21 che costerà 879 euro nella versione 8+128GB, 929 euro per il modello con storage da 256GB, nei colori Phantom Violet, Phantom Gray, Phantom Pink e Phantom White; l’S21+ costerà 1.079 euro nella versione 8+128GB, 1.129 euro nella versione con 256GB, e in questo caso le colorazioni disponibili saranno Phantom Violet, Phantom Silver e Phantom Black. Ancora un salto in più per il prezzo dell’Ultra: 12+128GB a 1.279 euro, 12+256GB a 1.329 euro e 1.459 euro 16+512GB. Phantom Silver e Phantom Black i colori in questo caso, col nero che pare sia una sorta di nero più nero che c’è grazie all’adozione di una lavorazione particolare per il posteriore.

Per tutti coloro che acquisteranno i nuovi Galaxy entro il 29 gennaio ci saranno poi bundle e sconti di ogni tipo: si potranno ricevere auricolari, SmartTag e fino a 409 euro di sconti se si concede in permuta il proprio vecchio telefono. Tutti i dettagli sono sul sito Samsung, che dispone anche di colori non disponibili su altri store.

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