Journey of the Broken Circle, su Xbox un Pac-Man in cerca di risposte
single.php

Ultimo aggiornamento il 23 Febbraio 2021 alle 14:48

Journey of the Broken Circle, su Xbox un Pac-Man in cerca di risposte

Viaggio in una natura che ci sovrasta. Il platform riflessivo di una startup nordica

Partita perché non poteva fare altrimenti. Non si può certo biasimarla: quando sentiamo che ci manca qualcosa siamo disposti a tutto. L’entità in questione non è una persona in carne e ossa, ma una sfera bidimensionale e rotta (il paragone con Pac-Man è immediato), che non scivola facilmente sul terreno e soprattutto deve industriarsi e chiedere aiuto per superare gli ostacoli più grandi. Dopo esserci emozionati per il viaggio su Nintendo Switch, ecco che Journey of the Broken Circle fa il salto sulla next gen. Lo abbiamo testato su Xbox Series S, immergendoci in paesaggi color pastello, in una natura incontaminata dove tutto è in equilibrio. Tranne noi.

Leggi anche: Journey of the Broken Circle, partire alla ricerca della propria metà (e meta)

Journey of the Broken Circle: un platform minimal

Sviluppato dalla startup danese Lovable Hat Cult, Journey of the Broken Circle si presenta come un platform minimal a scorrimento orizzontale. Il gameplay si presenta in un amen: dobbiamo far procedere questa dolce sfera, ascoltandone le inquietudini e i desideri di compagnia. Come tutti i viaggi, il bello arriva infatti quando non si è più soli. E infatti il protagonista fa presto amicizia con altre entità animate, in un mondo dove la natura – con montagne, cascate e grotte – ci mette al nostro posto facendoci sentire davvero piccoli e inermi.

Leggi anche: The Last Campfire, una startup di 3 persone racconta il tema della morte

Ancor più che sull’ibrida di casa Nintendo, proprio questa sensazione viene esaltata sullo schermo del nostro televisore, dove la pallina in cerca di se stessa non è più grande delle biglie che utilizzavamo in spiaggia d’estate. Con un minimalismo nordico davvero piacevole, anche i dialoghi pseudo filosofici non sono messi lì a caso. Brevi frasi di stupore fanciullesco e domande sui massimi sistemi inquadrano al meglio la situazione esistenziale che sta affrontando la protagonista quasi sferica. Oltre a voler completare se stessa con il pezzo mancante, non finisce mai di stupirsi ogni volta che il mondo le si spalanca davanti agli occhi. In quei momenti è come se, per un attimo, perda di vista il motivo per cui ha scelto di viaggiare.

Leggi anche: Pac-Man compie 40 anni. E in Europa apre il museo ufficiale

Gaming: le domande della vita

Non dovremo percorrere troppi metri prima di scoprire che il mondo è ancora un posto bello. Infatti c’è qualcuno (meglio, qualcosa) disposto ad aiutarci e a chiacchierare passo dopo passo. Journey of the Broken Circle è un videogioco più che abbordabile e non potremmo che suggerirlo a chi ama le storie che parlano di legami che si formano e che si sfaldano, come accade di solito nella vita di tutti. Ogni compagno ci darà l’abilità necessaria per proseguire, rendendoci più forti (è così, del resto, che si cresce).

Leggi anche: Sally Face, quando i videogame parlano di depressione e fobie

Maturo ed empatico, Journey of the Broken Circle è l’ennesimo titolo che mostra quanto il settore gaming possa far leva sul linguaggio dell’intrattenimento, affrontando tematiche serie senza alcuna pesantezza, ma prendendo per mano il gamer in un viaggio pieno di avventure e riflessioni sulla vita.

Leggi anche: Mosaic, il videogame sospeso tra Fantozzi ed Essere John Malkovich

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter

  • Ti potrebbe interessare anche