Lo speaker sostenibile con le batterie delle e-bike di Lime | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 4 Marzo 2021 alle 8:07

Lo speaker sostenibile con le batterie delle e-bike di Lime

Un accordo fra Gomi e la piattaforma di bike sharing offre una strada per ammortizzare la frequente sostituzione del parco mezzi: riciclare i componenti in altri gadget di largo consumo

Uno speaker bluetooth che prende vita, ed energia, dalle batterie riciclate. Da dove? Dalle bici elettriche dismesse del network mondiale di Lime, che da qualche mese ha acquisito anche le Jump rosse di Uber, ora appunto controllate dal gruppo statunitense fondato nel 2017 da Brad Bao e Toby Sun. Lo ha progettato il brand Gomi, che sta appunto lanciato un’edizione limitata di casse che sfrutteranno circa 50mila celle da oltre mille vecchie bici elettriche.

Plastica e batterie riciclate

L’autonomia arriverà a venti ore di riproduzione e la sostenibilità non si limita agli accumulatori, che sono stati attentamente controllati e ripuliti dopo essere stati estratti dalla prima generazione di e-bike. Anche il design del prodotto è realizzato ricorrendo al riciclo, in questo caso della plastica (al 100%). Lo speaker Gomi, “powered by waste” come dice il payoff e che è di fatto il successore di altri speaker già lanciati riutilizzando scarti e rifiuti plastici particolarmente complessi da trattare, è disponibile da oggi e per un mese su Kickstarter a partire da 99 sterline.

La vita media dei mezzi in sharing è troppo breve?

Un’iniziativa che offre anche uno dei tanti percorsi di sostenibilità a Lime (e alle altre società di micromobilità in condivisione) per attutire un po’ meglio il frequente ricambio del parco circolante dei propri mezzi. In passato, infatti, altre piattaforme simile sono state criticate per questo: se da una parte risparmiano all’ambiente migliaia se non milioni di chilometri percorsi in auto, con tutte le conseguenze sulle emissioni di CO2 risparmiate agli ecosistemi locali, dall’altro la vita media di un mezzo di questo tipo è spesso breve e il ciclo della sua produzione e della sua dismissione rischia di neutralizzare in parte il positivo impatto del suo periodo di servizio. Uno studio di qualche anno fa stimava questa durata in circa quattro mesi. Troppo pochi. Molti, in Italia e non solo, ricordano ancora la sbornia del bike sharing tradizionale di qualche anno fa che ha lasciato in eredità alle nostre città tonnellate di carcasse abbandonate dalle società, in gran parte asiatiche, e recuperate poco e male dalle amministrazioni.

Una garanzia a vita

Disponibili in verde, nero, blu e nel curioso “birthday cake”, gli speaker sono coperti da una garanzia a vita che, in linea con lo spirito del gadget, prevede una riparazione ripetuta ogni volta che dovesse servire, così da evitare di doverlo buttare in caso di limitati malfunzionamenti magari risolvibili con un passaggio in assistenza. Una piccola iniziativa che, appunto, apre una strada: con l’aumento di mezzi di micromobilità sulle strade delle nostre città, e il crollo delle performance degli accumulatori dopo tanti cicli di ricarica, sarebbe il caso di pensare a una filiera garantita di riutilizzo di metalli, plastiche, batterie agli ioni di litio, gomma e altri componenti. Se non di obbligare i player del settore a trovare percorsi di riuso per i pezzi dei loro mezzi, e a occuparsi dello smontaggio e della consegna ai partner. Proprio come in questo caso. O come pensano di fare, su scala ancora più ampia, colossi dell’auto come Nissan e Mercedes-Benz, che intendono riconvertire le batterie delle loro auto elettriche in grossi accumulatori da integrare nelle reti distributive per evitare le fluttuazioni nelle forniture.

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