Say No! More, il gioco che ti insegna a non dire sempre Sì al capo | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 10 Aprile 2021 alle 16:11

Say No! More, il gioco che ti insegna a non dire sempre Sì al capo

Un percorso ludico di crescita mentale e professionale. Perché per essere veri professionisti bisogna anzitutto imparare a dire "no"

Vi sarà spesso capitato di pensare che nella vostra azienda non fa carriera quello più bravo ma, solitamente, quello più “simpatico”. Quello che lavora più degli altri (o semplicemente lo fa credere), che si spaccia per indispensabile e corre a mettersi sull’attenti appena il capo ufficio parla, che interrompe call e riunioni per fare battutine di semplice cortesia e che ride sempre più forte di tutti alle battute dei superiori. Ecco, quell’individuo, nel variegato bestiario dell’ufficio, verrà apprezzato di più, indipendentemente dalla qualità del suo lavoro e dei risultati portati a casa, di un collega magari più bravo ma all’apparenza meno “aziendalista”. Eppure, per crescere, mentalmente e professionalmente, bisogna imparare a dire “no”. Perché molto spesso l’accondiscendenza data dall’estrema gentilezza (o anche dalla paura di perdere il posto, grazie a contratti che non tutelano più come in passato) viene scambiata per debolezza e si finisce per diventare schiavi dell’intero organigramma aziendale. Se anche voi siete affetti dalla “malattia del Sì” e non riuscite mai a dire “no” c’è un videogioco, Say No! More, appena atterrato su Nintendo Switch che vi guiderà in questo difficile percorso, tramutandovi in veri – e temuti – bastian contrari

 

 

Tartagliando per gli uffici di Say No! More

Prodotto dalla svedese Thunderful Games e sviluppato dalla startup innovativa tedesca Studio Fizbin di Sebastian Mittag, Alexander Pieper e Mareike Ottrand, Say No! More è un videogame a dir poco delirante, tanto per aspetto artistico quanto per regole di gioco.

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Vi ritroverete nei panni di uno stagista al primo giorno di lavoro. All’inizio, timidi e repressi, saprete solo bofonchiare la vostra contrarietà ai tanti soprusi che vivrete e questa vostra accondiscendenza (che caratterizza anche gli altri due stagisti appena assunti con voi) vi scatenerà addosso ogni forma di abuso e angheria: colleghi che vi imporranno di portargli il caffè, altri che vi chiederanno di svolgere le loro pratiche, fino ad arrivare al superiore che vi ruberà il cestino del pranzo avendo dimenticato a casa la ‘schiscetta’ (se siete lombardi capirete).

Say No! More

Una situazione impossibile da tollerare eppure drammaticamente comune, che il nostro stagista virtuale supererà ritrovando per caso una vecchia audiocassetta (il gioco pare ambientato negli anni ’90 e rispolvera perciò la tecnologia dell’epoca: monitor enormi, floppy disc impilati sulle scrivanie, fax…) che racchiude un corso per imparare a dire “no”. Allenati / spronati da un improponibile personal trainer, inizierete quindi a rispondere per le rime a colleghi e superiori. Di fatto il gioco è una sorta di sparatutto su rotaia, nel quale l’alter ego si muove in autonomia e voi dovrete sparare dei “no” a chiunque vi sbarri la strada.

Say No! More

Ci saranno nemici più ostici degli altri e pure veri e propri boss di fine livello. Loro andranno sistemati con armi alternative: procedendo col gioco (davvero breve, nemmeno 3 ore), il vostro coach vi insegnerà a pronunciare differenti tipi di no (“No!” infuocato, “No!” distaccato, “No!” pigro, “No!” stravagante) che potranno a loro volta essere combinati con diverse espressioni utili a fare imbestialire e vacillare chi è arrogante con voi (usando l’ironia, scoppiandogli a ridere in faccia, mettendosi ad applaudire in modo sarcastico…) fino ad arrivare a un “No!” caricato capace di scaraventare i colleghi nell’iper spazio, con tanto di distruzione di intere parti dell’ufficio.

Pensato per essere facile da giocare, Say No! More può essere comodamente portato a termine da chiunque, anche da chi non videogioca mai e questo perché gli sviluppatori lo hanno pensato realmente come supporto per chi è costretto a vivere quotidianamente situazioni analoghe (ci auguriamo meno esasperate da quelle, demenzialissime, vissute nel videogame) ed è in cerca del coraggio necessario a ribaltare la scrivania del capo. Ovviamente in senso figurato.

Say No! More

Un gioco non-gioco, insomma, che probabilmente non costituirà alcun vero supporto psicologico ma che può forse aiutare a superare con maggiore disinvoltura le angherie dei colleghi, quantomeno imparando a relativizzarle. I capi ufficio vengono infatti messi alla berlina, i colleghi più prepotenti derisi e umiliati: Say No! More ricorda che chi alza la voce nasconde solo una insicurezza di fondo che può facilmente essere usata come cavallo di Troia mostrandosi più determinati.

Say No! More

Tutto ciò naturalmente avviene in chiave ironica, caricaturale, grottesca. L’aspetto migliore di questa produzione tedesca, che da solo basterebbe a spingere chiunque all’acquisto, è la quantità di situazioni assurde e fuori di testa nelle quali vi toccherà immergervi, che si sposano alla perfezione con una realizzazione grafica capace di estremizzare ulteriormente caratteri e vicissitudini e inquadrature molto azzeccate, filmiche persino.

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Pare un videogioco nipponico fino al midollo, invece è europeissimo, super scemo e a dir poco delirante. I filmati, le immagini e le gif che abbiamo inserito in pagina renderanno di certo meglio l’idea di ogni nostra descrizione. Potrete dunque comprendere come un titolo del genere non possa, da parte nostra in sede di recensione, essere valutato secondo i canoni tradizionali. Probabilmente, Say No! More va semplicemente acquistato. Senza “se” e senza “ma”. Non vorrete mica dirci “no”?

 

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