Faba, la startup veneta che fa Amiibo 100% italiani | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 22 Aprile 2021 alle 7:12

Faba, la startup veneta che fa Amiibo 100% italiani

"Volevamo creare un giocattolo che fosse tecnologico, educativo, ma che tenesse lontani i bambini da schermi e visori"

Chi ricorda i vecchi Cantastorie di Walt Disney degli anni ’80? Enormi, ingombranti, gracidanti, con i loro 33 giri, ma presenza fissa al momento della ninna di tutti coloro che oggi hanno almeno 3o anni. La tecnologia nel frattempo ha fatto passi da gigante e ha permesso di miniaturizzare tutto, aumentando non solo la qualità del sonoro ma anche il feeling del prodotto, oggi vero e proprio giocattolo hi-tech che può essere usato tanto per riprodurre le fiabe della buonanotte quanto come personaggio tridimensionale per giocare e creare storie animate dalla fantasia dei bambini. È la scommessa di Faba, startup trevigiana che entra coraggiosamente in un mercato presidiato da Topolino & Co. e lo fa con un bagaglio d’eccezione, fatto anche di storie italiane, come quelle che movimentano la vita dell’investigatopo Geronimo Stilton. E poi ha dalla sua personaggi amati dai bambini come Peppa Pig, Gruffalò ma pure gli immortali Il gatto con gli stivali e Il piccolo principe, che piaceranno anche ai genitori.

Faba

Per attivare la storia, la filastrocca o le canzoncine basta semplicemente appoggiare sulla cassa audio le statuine corrispondenti, che comunicano tramite tecnologia NFC. Insomma, veri e propri Amiibo, ovvero quei pupazzetti creati da Nintendo per i fratelli maggiori dell’utenza cui punta la startup veneta che, ricalcando le fattezze dei personaggi dei videogiochi (da Mario a Zelda, passando per i Pokémon) hanno permesso alla software house giapponese di veder crescere ulteriormente il proprio fatturato lanciando una moda che pare intramontabile.

 

I personaggi 3D sonori di Faba non comunicano con le console, “Volevamo dare ai nostri figli un giocattolo che li intrattenesse ma li tenesse pure lontani dagli schermi”, precisa a StartupItalia Chiara Gava, Project Manager della startup, tuttavia garantiscono tracce audio da 20 a 60 minuti, a seconda del contenuto.

“Faba, un gioco che cresce col bambino”

“La startup è nata nel 2019 all’interno di un’altra realtà imprenditoriale che si occupa di progettare e sviluppare chiavette USB per ufficio, B2B, Maikii“: più o meno in quel periodo tre dei quattro founder di Faba (Matteo Fabbrini, CEO, Francesco Poloniato, Graphic Director, Veronica Balbi, Marketing Manager e appunto Chiara) sono diventati genitori e hanno avuto l’esigenza “di trovare qualcosa per i nostri figli che fosse un giocattolo di qualità, ma anche educativo e in grado di crescere con loro, seguendone lo sviluppo”.

L’esperienza accumulata nel realizzare chiavette USB personalizzate per uffici oppure, con la linea Tribe, con le fattezze di personaggi Disney, DC Comics, Game of Thrones e Marvel è stata un utilissimo background: “Sapevamo già lavorare con personaggi 3D e padroneggiavamo la tecnologia. Da qui a creare un prodotto completamente nuovo il passo è stato breve: la vera sfida è stato fare qualcosa che fosse altamente tecnologico ma al contempo facilissimo da usare”, ci spiega la Project Manager della startup veneta.

Leggi anche: Mai pensato di creare (e vendere) il tuo gioco da tavolo? La startup che te lo stampa in 3D

Non solo il lettore di Faba può essere aggiornato tramite porta USB, ma per mezzo delle statuine tridimensionali riesce a fornire tracce audio per tutte le età: “Le storie di Geronimo Stilton – racconta sempre Chiara – sono pensate per i più grandicelli, quelle di Peppa Pig per i più piccoli, ma in questo modo Faba resterà a lungo sul comodino del bambino”.

Anzi, potrebbe arrivarci ben prima della nascita: “Stiamo preparando contenuti con musica classica pensati per chi è incinta e abbiamo tracce audio ambientali per rilassarsi, come ninna-nanne e filastrocche: ogni mese lanceremo un contenuto nuovo”. Mentre chi inizia ad andare a scuola potrà sperimentare le lezioni di inglese, di buone maniere e di educazione ambientale.

E poi ci sono i personaggi, coloratissimi e dettagliatissimi: “Che si tratti del Piccolo Principe, Pinocchio, Gruffalò o personaggi ideati da noi, volevamo che ci fosse continuità artistica per colori, forme, stile e dimensioni: per questo ci siamo rivolti a un artista affermato, che lavora sempre qui in veneto: Jacopo Rosati“.

All’interno della collezione spicca FabaMe: “È una statuina vergine, da riempire con contenuti personalizzati – illustra Chiara -, in cui il genitore può registrare le proprie tracce audio usando la propria voce: la abbiamo pensata soprattutto per colmare le distanze nei brevi periodi in cui magari per qualche necessità ci si ritrova lontani dai figli”.

Faba

La startup innovativa sta anche studiando a tal proposito collaborazioni con istituti scolastici, così da ribadire la finalità educativa del giocattolo e ha già stretto accordi con alcuni dentisti pediatrici che, mentre tolgono le carie, mettono le cuffie sulle orecchie dei piccoli pazienti così da distrarli per tutta la durata dell’intervento.

“Essere nati a ridosso della pandemia non ci ha aiutato – confessa Chiara – sono saltati tutti gli eventi del 2020 in cui avremmo dovuto presentare nelle librerie e nei negozi di giocattoli il nostro prodotto, ma ci siamo rifatti con il nostro store digitale myFaba e i risultati ci hanno comunque sorpreso: in un anno difficile come quello appena passato abbiamo venduto ventimila box cantastorie e oltre 80mila personaggi 3D sonori. Lo scorso dicembre abbiamo debuttato in Francia e ora guardiamo alla Spagna”.

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