Immuni, un call center unico per chi riceve le notifiche | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 30 ottobre 2020 alle 8:42

Immuni, un call center unico per chi riceve le notifiche

Previsto dal dl Ristori un coordinamento per i "notificati" dell'app e per tutti i contatti stretti. Anche se rimangono da capire i dettagli operativi, per esempio sul caricamento dei codici dei positivi

Arriva il call center dedicato a Immuni. Nasce all’interno del decreto legge Ristori, contenente tutte le misure di sostegno dedicate a imprese e famiglie per rispondere alle chiusure imposte dalla seconda ondata dell’epidemia e pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale. E serve a dare più ordine e più certezze a chi, una volta ricevuta (o scoperta) la notifica dall’applicazione che si occupa dell’esposizione al rischio di contagio, non sapeva cosa fare e come procedere. Abbandonato magari dal medico di base oberato di richieste o in attesa di contatti dalla Asl locale.

Cosa faranno gli operatori: non si sa di preciso

L’utilità del call center non passerà però solo dall’orientamento e l’aiuto a chi riceverà la notifica ma anche a risolvere il vero problema: quello del caricamento dei codici chiave per far scattare il matching quotidiano degli altri dispositivi incrociati nei 14 giorni precedenti e allertare così tutti i soggetti incontrati, deliberatamente o in modo casuale. Gli operatori delle aziende sanitarie locali, infatti, non si sono dimostrati sempre pronti né formati a questo passaggio fondamentale, comunque deciso dall’utente su base volontaria. Così le potenzialità del tracciamento via app ne sono risultate fortemente ridimensionate. Ma su questo punto occorrerà capire quali saranno gli incarichi precisi affidati agli operatori telefonici che risponderanno: se solo di aiuto e orientamento oppure anche in funzione suppletiva rispetto alle prerogative delle aziende sanitarie locali, che rispondono alle regioni ma che, appunto, come accaduto in Veneto per molti mesi hanno sostanzialmente snobbato Immuni.

Quindi un call center, attivato dal ministero della Salute, come “servizio nazionale di supporto telefonico e telematico alle persone risultate positive al virus Sars-Cov-2, che hanno avuto contatti stretti o casuali con soggetti risultati positivi o che hanno ricevuto una notifica di allerta attraverso l’applicazione ‘Immuni’“, si legge nel decreto. Per cui, di fatto, il centralino non sarà riservato a Immuni, che pure sembra essere l’obiettivo principale per alleggerire il contact tracing classico (per giunta sotto organico: dagli 8.900 “tracer” della scorsa primavera si sarebbe dovuto incrementare lo staff del 30% ma si è arrivati solo a 9.241) ma di fatto a tutti i “contatti stretti”, comunque siano venuti a conoscenza del potenziale rischio. Tipicamente, quelli trovati col tracciamento tradizionale ed evidentemente anche quelli che se ne sono resi conto da soli ma che tuttavia dovrebbero anzitutto rivolgersi ai medici di base.

I tempi

In che tempi sarà operativo il call center? Dipende se se ne occuperà il commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri con la sua squadra, o se procederà direttamente il ministero della Salute con propri decreti, circolari e altri provvedimenti. I soldi ci sono: un milione di euro per quest’anno e tre per l’anno prossimo. Rimangono appunto da chiarire le “regole d’ingaggio” di chi risponderà al telefono: se sarà solo l’ennesimo numero al quale vengono ripetute le informazioni in fondo già fornite nell’applicazione o se invece, come si spera e come il decreto in fondo consentirebbe, il margine di manovra sarà più ampio, con la possibilità di prenotare tamponi e appunto caricare codici per la notifica incrociata dei contatti, come accade nel sistema tedesco.

I numeri di Immuni

Intanto l’applicazione è stata scaricata quasi 9,5 milioni di volte, anche se non c’è modo di sapere quanti siano gli utenti che la stanno effettivamente utilizzando. Sono 1.673 gli utenti positivi che hanno caricato le loro chiavi e 41.426 le notifiche di possibile esposizione al rischio generate dall’applicazione. La rilevazione è parziale poiché vengono rilevate tutte le notifiche per i dispositivi iOS e solamente un terzo di quelle inviate da Android che hanno a disposizione la tecnologia necessaria per rilevarle in modo sicuro.

Se non lo avete ancora fatto scaricatela, è uno strumento importante per voi e per gli altri.

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