La Nasa vuole il tuo aiuto per progettare una toilette spaziale | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 1 luglio 2020 alle 7:00

La Nasa vuole il tuo aiuto per progettare una toilette spaziale

In vista di Artemide servono "servizi" da integrare sul futuro modulo lunare: come partecipare al concorso da 35mila dollari

Come andare in gabinetto nello Spazio? Non è semplice, basta chiedere agli equipaggi che hanno popolato la Stazione spaziale internazionale e prima hanno partecipato a molte altre missioni. Adesso la Nasa vuole andare loro in soccorso e, in uno slancio di apertura che dà sempre di più il tono del nuovo corso, si apre al pubblico. In particolare, alla platea degli innovatori da tutto il mondo. Obiettivo: progettare una nuova toilette spaziale che non solo funzioni in microgravità, dunque in situazioni come quella della Iss, ma anche in condizioni di gravità lunare. Così da poter essere integrata nel futuro modulo lunare che, nel contesto della missione Artemide, riporterà l’uomo (anzi, la prima donna) sul nostro satellite nel 2024, anche se le previsioni appaiono ottimistiche.

Come funziona

Sul piatto, il contest dell’agenzia spaziale ha messo 35mila dollari, che dovranno essere divisi fra i team decretati vincitori: “Speriamo di attrarre approcci del tutto nuovi e radicalmente differenti al problema della cattura dei rifiuti umani e alla loro conservazione” ha scritto la Nasa in una presentazione della competizione. A occuparsene, nel dettaglio, sarà il Nasa Tournament Lab mentre l’organizzazione pratica passa dal sito di crowdsourcing HeroX.

Il concorso è aperto a chiunque. Il design vincitore riceverà 20mila dollari, 10mila al secondo e 5mila al terzo progetto selezionato. Non solo: c’è anche una categoria “junior” in cui i minori di 18 anni possono partecipare con la loro idea della “space toilet”. In questo caso il premio consisterà in un “riconoscimento pubblico e un gadget Nasa ufficiale”.

I requisiti

Ma vediamo cosa cerca di preciso la Nasa, come spiega Space.com. Una toilette che funzioni in condizioni di gravità lunare, che come noto corrisponde a un sesto di quella terrestre. L’ingombro non dovrà superare 0,12 metri cubi, quindi mantenersi su dimensioni contenutissime, e non dovrà emettere rumorosità superiore ai 60 decibel. Più o meno lo stesso fracasso prodotto da un w.c. terrestre. Dovrà ovviamente raccogliere sia l’urina che le feci e sfoggiare un serbatoio di almeno un litro di rifiuti liquidi e mezzo chilo di scarti solidi. Oltre a 114 grammi di sangue mestruale al giorno. Non basta: il ciclo di mantenimento (svuotamento e pulizia) dovrà durare non più di cinque minuti o meno. Le adesioni si chiuderanno il 17 agosto.

In passato

Nel corso delle missioni Apollo, fra gli anni Sessanta e Settanta, l’urina finiva nello Spazio attraverso un tubo mentre le feci vennero riportate a Terra, all’interno di buste di plastica, per essere studiate dagli scienziati. Lo Space Shuttle disponeva invece di toilette note col nome tecnico di Waste Collection System, che di nuovo sparavano tutto nel vuoto dello Spazio ma pare che a volte non funzionasse benissimo. La Stazione spaziale internazionale ha infine un bagno con un nuovo design (foto sopra) mentre la Nasa sta comunque già lavorando a un inedito sistema battezzato Universal Waste Management System.

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