Poty, l'orto sul terrazzo parla anche col chatbot | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 18 agosto 2020 alle 9:58

Poty, l’orto sul terrazzo parla anche col chatbot

La soluzione di Hexagro sfrutta un sistema modulare e una serie di caratteristiche smart, dall'irrigazione al consulto con gli esperti. Per lanciare una community di "urban farmer"

Costa poco, 199 euro (si trova qui), e ti consente di coltivare il tuo orto personale sul terrazzo o sul balcone. Senza dover necessariamente sfoggiare il solito pollice verde. Si chiama Poty ed è una delle ultime novità in termini di “urban farming”. A svilupparlo Hexagro, un’azienda hi-tech nata nel 2017 specializzata proprio nel “vertical farming” che ha pure pensato di far dialogare l’utente con un chatbot in grado di dargli i consigli giusti sul raccolto e sull’uso in cucina. Verso uno stile di vita più sostenibile.

Cos’è Poty

Attiva sia in Europa che in molti paesi in via di sviluppo, Hexagro – che ha ricevuto una serie di importanti riconoscimenti dalla Ellen MacArthur Foundation e dalla Solar Impulse Foundation – ha pensato a Poty per mettere tutti in condizione di accedere a prodotti sani senza troppe difficoltà. Ma di cosa si tratta di preciso? Di fatto, di un orto verticale fabbricato da materiali riciclati e riciclabili costruito per spazi outdoor anche contenuti, come balconi o terrazzi, e dunque perfetto per essere installato in città.

Come una sorta di Lego, Poty si presenta come una struttura modulabile verticalmente composta da diversi vasi a quadrifoglio a forma di fiore, che possono contenere fino a 40 piante nella sua “taglia” più grande. Con Poty, infatti, è possibile coltivare piccoli frutti, verdure a foglia e verdure normali e piante aromatiche stagionali. “Un esempio perfetto di urban farming che punta ad avvicinare sempre più persone a questa pratica permettendo a chiunque di potersi coltivare in modo autonomo i propri ortaggi ed erbe aromatiche” si legge in una nota.

Una risposta al lockdown. Ma non solo

Poty è una risposta a questa crisi, alla quarantena e allo smart-working, situazioni che hanno minato il benessere dell’uomo rendendolo quasi prigioniero della propria città e perdendo il contatto con la natura – spiega Alessandro Grampa, cofondatore di Hexagro – vogliamo riportare l’attenzione sul consumatore, sulle sue esigenze e sul bisogno di ritrovare una dimensione di vicinanza alla natura e ai suoi effetti benefici. Il tutto attraverso l’urban farming, pratica ancora poco frequente in città”.

Gli imbranati non devono temere cataclismi: Poty è dotato di un sistema di irrigazione autonomo che basterà assemblare guidati dall’assistente digitale accessibile via mobile o desktop. “Con Poty vogliamo far conoscere l’urban farming e riportare l’agricoltura nei luoghi dove vivono quotidianamente le persone, i centri urbani, permettendo loro di poter coltivare quanto necessario senza utilizzare pesticidi chimici e soprattutto contenendo lo spreco alimentare – prosegue Grampa – ma soprattutto far riscoprire il benessere che il giardinaggio e più in generale il prendersi cura delle piante apporta alle persone che non hanno modo di vivere a stretto contatto con la natura”.

Il chatbot agronomo

Un chatbot guida l’utente nelle diverse fasi della coltivazioni, fornendo consigli di giardinaggio perfino in base all’umore. E se i frutti tardano ad arrivare o le foglie della propria pianticella ingialliscono, basta scattare una foto, inviarla al chatbot e un agronomo dello staff di Hexagro saprà fornire il suggerimento giusto per tentare il salvataggio. Ma il sistema automatico suggerisce anche quel che serve per coltivare, con un catalogo in aggiornamento che conterà per settembre cento varietà di piante, dando anche delle dritte su come usarle nelle ricette.

Obiettivo: creare una community

Oltre alla struttura modulare, a Poty non mancano “ingredienti” utili come un substrato di cocco organico per sostenere la crescita delle piante, che favorisce aerazione e drenaggio. Ci sono anche  i nutrienti e i semi scelti da piantare nei diversi vasi. Un altro obiettivo, o forse quello di fondo, è in effetti creare una community di persone unite dallo stesso stile di vita. Per consentire a tutti di potersi coltivare da soli prodotti non sempre reperibili sul mercato, sfruttando spazi minimi, “e creando dei veri e propri urban farmer che possono connettersi tra loro, scambiarsi buone pratiche di coltivazione così come i prodotti coltivati o coltivare addirittura insieme”. Presto dovrebbe per esempio arrivare una specie di social dedicato. Viene quasi da pensare che in fondo Poty raccolga e sistematizzi con un gadget e una piattaforma quel che le persone hanno costruito in autonomia, appoggiandosi ad altri siti o alle chat, in questi mesi di isolamento.

Il progetto sociale

Non basta: per ogni Poty venduto l’azienda installa nuovi moduli da installare in progetti sociali attraverso Hexagro Siembra Vertical. Il progetto, attualmente particolarmente attivo in Colombia con il supporto della Ong Fundaces, ha come obiettivo quello di supportare le comuneità più vulnerabili al cambiamento climatico e che hanno maggiori difficoltà nell’adottare pratiche di agricoltura sostenibile, attraverso l’installazione di sistemi di questo tipo.

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