Bug Fables, quando una startup panamense da bruco diventa farfalla
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Ultimo aggiornamento il 3 ottobre 2020 alle 10:55

Bug Fables, quando una startup panamense da bruco diventa farfalla

Recensione di Bug Fables: The Everlasting Sapling, videogioco chedimostra che la giovane software house Moonsprout Games è esattamente come i nostri amici insetti: tanto piccola quanto risoluta, resiliente e capace di sforzi immani

Alzi la mano chi conosce la piccola software house panamense Moonsprout Games? Si fatica persino a trovare il sito ufficiale. Per fortuna, però, il produttore di videogiochi indipendenti DANGEN Entertainment ha deciso di scommettere su questa giovane realtà perché il titolo di cui parliamo oggi – parzialmente finanziato su Indiegogo – Bug Fables: The Everlasting Sapling è tra gli RPG più carini dell’ultimo periodo.

 

 

Storie di bruchi e bachi

Bug Fables: The Everlasting Sapling racconta la storia di tre improbabili eroi bacarozzi: Vi, un’ape dalla lingua più pungente del suo pungiglione, il fedele Kabbu, uno scarabeo ligio al dovere e Leif, l’immancabile mago della compagnia, ovvero una saggia falena. I tre sono alle prese con una epica missione in quel di Bugaria, coloratissimo reame degli insetti, alla ricerca dell’Alberello imperituro, un tesoro che dona immortalità. Gli insetti di tutto il mondo si sono dati appuntamento in quelle lande alla ricerca di questa reliquia della quale non è nemmeno certa l’esistenza. Si sa solo che basta mangiarne una sola foglia per non dovere più temere la vecchiaia.

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Sulla base di queste premesse prende il via Bug Fables: The Everlasting Sapling, titolo che non fa certo mistero di ispirarsi ai (primi) Paper Mario di Intelligent System. Rispetto al prodotto Nintendo, però, gli sviluppatori della minuscola startup innovativa panamense hanno pervaso il titolo di un frizzante sarcasmo, che non mancherà di accompagnare con gusto le assurde situazioni nelle quali verrete coinvolti. Lo scambio di battute è davvero riuscito, anche se – purtroppo -, tra le tre lingue a disposizione non figura l’italiano.

A spasso per Bug Fables

Bugaria è un mondo tanto colorato quanto brulicante di vita: un vero e proprio terrario in cui in pochi centimetri sono costretti a convivere sia le operosissime formiche sia le bellicosissime vespe. Noi dovremo muoverci con la destrezza di una libellula tra le varie fazioni, evitando di scatenare conflitti e, anzi, risolvendo i problemi che attanagliano i vari reami. Come Paper Mario, anche Bug Fables: The Everlasting Sapling è per certi versi un RPG diluito rispetto alla formula classica (pensiamo a Final Fantasy o a Dragon Quest) e presenta un equilibrato mix di fasi esplorative piuttosto action con elementi platform ad altre più tradizionali con combattimenti a turni ravvivati comunque dalla necessità di premere tempestivamente determinati tasti.

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Un gioco da medaglia

L’aspetto che ci ha convinto meno di Bug Fables: The Everlasting Sapling è l’impossibilità di arruolare altri membri del party d’eroi, così da personalizzare la propria squadra: si parte con Vi, Kabbu e Leif e bisognerà chiudere il gioco con loro. D’altro canto, però, andranno intesi come elementi imprescindibili e le loro abilità sfruttate a dovere soprattutto nella parte finale dell’avventura, quando i combattimenti iniziano a essere particolarmente strategici, oppure fin da subito, qualora decidiate di accedere alla modalità difficile equipaggiando una particolare medaglia. Le medaglie, peraltro, nell’economia di questo delizioso videogame panamense sostituiscono le armi e dotano, qualora equipaggiate, i nostri ronzanti amici di poteri unici, accrescendone le statistiche base. Naturalmente quelle più preziose sono anche le meglio nascoste per Bugaria, fatto che vi “costringerà” a lasciare spesso l’avventura principale per perdervi nelle sue zone più remote e con le sue numerosissime quest secondarie.

In realtà, nessuna costrizione, ecco perché sopra abbiamo utilizzato le virgolette. Bugaria è meravigliosa e le missioni secondarie molto divertenti. Perdersi nei regni che compongono il terrario e scoprire i numerosi PNG è un vero piacere. Lo sviluppo di Bug Fables: The Everlasting Sapling ha impegnato la piccola startup panamense per oltre quattro anni, un periodo di tempo insolito in un mondo videoludico sempre più frenetico e compulsivo, ma il risultato è incredibile, tanto sotto il profilo tecnico (non ha davvero nulla da invidiare, stilisticamente, alla produzione Nintendo, con una commistione tra arene 3D e sprite bidimensionali davvero riuscita) quanto per ciò che riguarda quello contenutistico.

Abbiamo detto di essere rimasti parzialmente delusi dalla presenza di soli tre eroi. Ebbene, volendo essere pignoli, un altro aspetto che ci ha fatto storcere il naso è l’assenza dell’autosalvataggio e la presenza di pochi punti in cui poter salvare il gioco, troppo diradati tra loro. Ok per le versioni PlayStation 4, Xbox One, Microsoft Windows ma i ragazzi di Moonsprout Games avrebbero dovuto immaginare che su Switch si tende ad avere un approccio “mordi e fuggi”, con brevi partite in metro o in attesa del bus: dover macinare chilometri – virtuali – prima di salvare, col rischio che la morte della batteria sia più rapida di noi non è il massimo.

Ma, a parte queste piccolissime sbavature, Bug Fables: The Everlasting Sapling è un gioco di ruolo meraviglioso. Divertente, ironico, sarcastico, profondo e zeppo di cose da fare, avventure da vivere e stralunati personaggi da incontrare. Non si potrebbe chiedere di più a un titolo disponibile a meno di venti euro, tecnicamente impeccabile (o quasi, sicuramente ispiratissimo a livello artistico). Bug Fables dimostra che la startup innovativa panamense Moonsprout Games è esattamente come i nostri amici insetti: tanto piccola quanto risoluta, resiliente e capace di sforzi immani. Sentiremo ancora parlare di questi ragazzi, perché hanno appena confezionato una perla.

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