Recensione di Ride 4, capolavoro Milestone. Italiani campioni del mondo
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Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2020 alle 17:56

Ride 4, capolavoro firmato Milestone. Italiani ancora campioni nelle due ruote

Arriva da Milano uno dei migliori videogiochi di moto mai realizzati

Capolavoro. Potremmo pure chiuderla qui. Perché l’italiana Milestone ha appena consegnato agli appassionati videogiocatori il gioco definitivo sul mondo delle moto. Quello che dovevate sapere lo sapete, il resto dell’articolo è superfluo, meglio dirlo subito. Ma noi lo abbiamo scritto lo stesso. Ecco allora cosa vi aspetta in Ride 4, disponibile da poche ore su PlayStation 4, Xbox One e Windows PC (Steam).

 

 

In moto con Anna

Dorsale del racing game realizzato qui a Milano, nonché convitato di pietra (in realtà molto presente, sebbene apparentemente invinsibile) è A.N.N.A., acronimo di Artificial Neural Network Agent, sistema di intelligenza artificiale neurale messo a punto diverso tempo fa da Milestone (già messo in pista in MotoGP 20) basato sul machine learning. Permette così di gareggiare contro “un’IA più umana che mai”, o forse promette, perché non è certo come correre con un pilota in carne e ossa e qualche svarione A.N.N.A. di tanto in tanto lo commette, ma le sfide sono parecchio appassionanti. Soprattutto nella nuova modalità “Endurance“, un tour de force dove, dopo un po’, i piloti avversari inizieranno a simulare anche la stanchezza e la tensione, arrivando a inanellare un maggior numero di errori.

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Ride 4 si propone come un gioco per appassionati. Chi cerca un titolo arcade guardi altrove, perché Milestone non consente di accendere il gas nel pieno di una curva, imponendo invece di calibrare al millimetro ogni spostamento e ogni traiettoria, specie quando ci si avvicina troppo ai cordoli. Naturalmente ci sono tonnellate di aiuti da abilitare e disabilitare, a seconda del tipo di sfida che state cercando.

Una vita sulle due ruote

Come ormai ogni produzione sportiva che si rispetti, anche in Ride 4 il fulcro del videogioco italiano è la modalità Carriera: si crea da zero il proprio pilota e lo si accompagna lungo il tracciato che lo porterà dalle “stelle” alle stalle, correndo nelle varie leghe regionali. Divertentissimo, ma il divertimento per i fissati inizia ben prima di scendere in pista. Noi, per esempio, abbiamo perso ore semplicemente realizzando le decalcomanie delle moto e dei caschi del nostro team: l’editor è tra i più completi e personalizzabili visti in questo genere di videogame.

La cura con cui Milestone ha realizzato i 176 modelli di moto (65 saranno aggiunti nel prossimo periodo tramite DLC) è poi sopraffina. Forse anche esagerata dato che gli sviluppatori italiani sembrano avere perso anche troppo tempo sulla cura di moto, livree, carene e caschi, mentre le 16 piste, che diventano 31 se si contano anche le varianti, sono un po’ più spoglie e presentano un maggior numero di dettagli in bassa risoluzione.

Lo stacco, insomma, c’è e diventa fastidioso non tanto mentre si gareggia, dato che si è troppo assorti dal dover tenere in pista la belva che si cavalca, quanto nei replay. A livello contenutistico invece è una vera e propria enciclopedia ludica per tutti gli amanti delle due ruote e saprà intrattenervi fino alla prossima edizione. Forse pure oltre.

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