Black Friday: il 75% ci arriva più povero. Il 46% spera di tornare nei negozi
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Ultimo aggiornamento il 25 Novembre 2020 alle 6:24

Black Friday: il 75% ci arriva più povero. Il 46% spera di tornare nei negozi

Il 56% dei consumatori intende effettuare nuovi acquisti che riflettono il nuovo stile di vita “da remoto”, quindi dispositivi per il lavoro agile

Che Black Friday sarà? Sancirà il definitivo sorpasso dell’eCommerce sui negozi di quartiere o sarà all’insegna del risparmio? Quasi tutti gli indicatori concordano nel dire che sarà più povero e modesto. L’Osservatorio Globale di Selligent, di Selligent Marketing Cloud (brand di CM Group e piattaforma di cloud marketing omnicanale) ha vagliato le abitudini e la propensione all’acquisto – e al risparmio – di 5000 consumatori tra USA ed Europa e può fornirci dati interessanti. Anzitutto, il 75% segnala di arrivare al Black Friday 2020 più povero, con una riduzione del lavoro, stipendio inferiore o addirittura senza più occupazione. Il dato peggiora negli USA dove raggiunge l’80% mentre è un po’ più basso nel Vecchio continente: 73%. Sono soprattutto le donne a soffrire una riduzione del lavoro: 79% contro il 71% dell’altra metà del cielo. Meno soldi in tasca significa anche diversa propensione all’acquisto, persino in pieno Black Friday.

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Che Black Friday 2020 sarà?

Già prima che la seconda ondata della pandemia entrasse nel vivo e venissero applicate nuove restrizioni, fanno notare gli analisti di Selligent, quasi un terzo degli interpellati (29%) prevedeva in futuro di effettuare online la maggior parte del proprio shopping. Tuttavia, quando i Dpcm, i lockdown e le zone rosse saranno solo un brutto ricordo, circa 1 italiano su 2 (46 %) ritornerà a un mix di shopping online e in negozio. Insomma, c’è parecchia voglia di tornare alla normalità.

Che per i più vuol dire anche semplicemente guardare le vetrine e varcare nuovamente la soglia dei negozi fisici. A patto però di sentirsi sicuri. Il 76% desidera protocolli di sicurezza comunicati chiaramente, il 71% vuole conoscere la disponibilità del prodotto prima dell’acquisto in negozio e l’81% si aspetta una politica flessibile su resi/annullamenti. Tre condizioni che gli esercenti dovranno tenere bene a mente quando sarà nuovamente il momento di tirare su le serrande. 

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Ma, nel dettaglio, cosa si compra? Anche nel periodo più clou dell’anno per lo shopping, gli italiani continueranno probabilmente a focalizzarsi principalmente sugli articoli essenziali: secondo il sondaggio, per effetto della crisi attuale, il 64% dei consumatori del Bel Paese orienta infatti le proprie spese su beni di prima necessità. Tra le spese non essenziali, spiccano quelle utili per affrontare il periodo di lockdown, come intrattenimento digitale (24% dei rispondenti a livello globale), alcool (18%) e miglioramenti per la casa (11%). Il 56% del campione, infatti, intende effettuare nuovi acquisti che riflettono il nuovo stile di vita “da remoto”.

Piemonte, web tax per aiutare i negozi

Intanto, per sostenere i negozi del territorio e il commercio di vicinato la Regione Piemonte ha predisposto un disegno di legge per l’istituzione di una “Web tax Covid”, che punta a un incrementare la tassazione delle multinazionali del commercio online a favore del commercio locale penalizzato dall’obbligo di lockdown. Lo rende noto la stessa Regione, che oggi illustrerà in video conferenza il provvedimento.

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