MotoGP 21, su pista gli italiani sono i migliori. Il test sulla next gen
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Ultimo aggiornamento il 22 Aprile 2021 alle 15:50

MotoGP 21, su pista gli italiani sono i migliori. Il test sulla next gen

Da Milestone il nuovo capitolo ufficiale per chi, nel week end, segue libere, qualifiche e gara

Se conoscete già i prodotti della software house meneghina Milestone siete già stati svezzati all’anima simulativa che ha sposato. Appena uscito anche sulla next gen, MotoGP 21 è l’ultimo videogioco che la casa di sviluppo ha servito sul piatto degli appassionati dei bolidi su due ruote, proprio ora che la stagione è appena ripresa. Nel menu trovate tutto, con la sostanza e il divertimento. Se invece vi approcciate per la prima volta alla saga, evitate il mood “gas a martello” e accettate la gavetta. Al pari di TT Island of Man sviluppato dai cugini francesi di Kylotonn, la corsa non è accelerare, frenare, piegare a destra e piegare a sinistra. Dal pad governiamo moto da professionisti, purosangue splendidi e poco indulgenti di fronte a una guida distratta.

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MotoGP 21: profumo di libertà

Sbarcando sul menu a tessere di MotoGP 21 si ha una profonda sensazione della ricchezza a disposizione. Ma per godersi tutto questo ben di Dio, come già accennato, occorre fare le cose per gradi. Anzitutto: il tutorial. L’impostazione per fare pratica con la moto segue una logica ben precisa: se volete davvero imparare non si sceglie la lezione, ma si affronta un percorso di didattica coerente. Prima le basi, con il controllo della moto e i freni assistiti in curva; una volta completata questa prima lezione si passa alle traiettorie, ai sorpassi e ai consigli avanzati. Senza bisogno di strafare, prendetevi il vostro tempo per padroneggiare la moto. In alternativa, se non volete perdervi in chiacchiere, la gara veloce è pronta ad attendervi (senza alcuna pietà).

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MotoGP 21 ha pronti ai box oltre 40 piloti, le loro scuderie con tecnici e ingegneri e, naturalmente, le moto. I circuiti disponibili sono quelli ufficiali, ideali per chi non ne ha mai abbastanza di Rossi&Co e aspetta soltanto il fine settimana per godersi libere, qualifiche e gara. Alla prova della next gen – abbiamo provato il videogioco su Xbox Series S – ci siamo resi conto di avere per le mani un prodotto che, finalmente, ci dà una panoramica su quello che saranno le prospettive grafiche e di esperienza in console. Le atmosfere sono le stesse che ci si aspetta da un simulativo esigente e, è il caso di dirlo, dal pad l’adrenalina e la tensione si fanno sentire.

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Che sia gara singola o carriera, MotoGP 21 dà al gamer un ventaglio di possibilità decisamente manageriali per infiocchettare la moto e scartarla alla prima curva (sperando di aver scelto la miscela giusta). Gomme, freni e confronto con gli ingegneri sono tutte variabili di cui non potrete disinteressarvi. Il rischio concreto è che il titolo vi punisca alla svelta, rovinandovi (nel senso che voi stessi vi rovinerete) l’occasione di lunghe sessioni di guida e sano divertimento. Per evitare dunque la frustrazione abbiate pazienza e, prima o poi, inizierete a notare i miglioramenti.

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Carriera: questo pilota farà strada?

Il piatto forte di MotoGP 21 è senz’altro la modalità carriera, che vi terrà impegnati parecchio non soltanto in pista. L’anima simulativa del videogioco si mescola con quella manageriale e il ruolo di meccanici e box è decisivo per il successo in pista. Il team va costruito da zero, privilegiando le competenze di ciascun membro e capendo dove la moto può migliorare per fare il salto di qualità. Dalla Moto3 fino alla MotoGP, tra i giganti, il nostro pilota dovrà dimostrare in circuito che cosa sa fare, gareggiando con avversari governati da un’AI niente male. Se preferite un percorso più facilitato datevi una mano con la frenata assistita e tenete per un pò da parte il cambio manuale. Presa alla sua massima espressione di gameplay, MotoGP 21 è davvero a pochi passi dal realismo.

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A voler trovare le pecche di MotoGP 21 è inevitabile soffermarsi sulle animazioni di contorno, pre e post gara. I volti delle persone, attorno al pilota concentrato sulla griglia di partenza, non sono irresistibili e l’editing del volto del nostro alter ego su pista lasciano un pò a desiderare. Va detto, d’altra parte, che non dobbiamo nè sfilare, nè fare colpo su nessuno. Il nostro compito è soltanto correre e divertirci.

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